Il presidio
Pineta di Marina: allarme del Wwf
Anche l’associazione ambientalista boccia i tagli indiscriminati dopo il rogo
MARINA DI GROSSETO. Un’altra bordata al taglio dei pini realizzato in seguito all’incendio che ha devastato una gran parte della pineta di Marina arriva dal Wwf.
I responsabili della sezione grossetana dell’ente criticano anche l’uso delle ruspe e la (possibile) mancata tutela del sottobosco e della fauna. «L’importanza della pineta per svariate specie animali - scrive l’associazione ambientalista - è legata in gran parte alla complessità strutturale derivante dalla presenza di un denso sottobosco di sclerofille mediterranee (mirto, fillirea, lentisco) e all’essere composta da alberi di età diverse: da piantine nate di recente, a maestosi e giganteschi decani vecchi di secoli. Le specie animali legate alla pineta sono decine, alcune delle quali a rischio estinzione e tutelate da convenzioni internazionali. Tutte queste specie non sono strettamente dipendenti dalla pineta quanto dal denso sottobosco che ne costituisce lo strato inferiore. Se questo venisse rimosso in maniera indiscriminata, come si ipotizza, assisteremmo alla scomparsa di gran parte della fauna per avere un ambiente quasi sterile assimilabile ad un pessimo parco cittadino o ad una piantagione di mais o di pioppi».
Insomma: «La rimozione del sottobosco è sbagliatissima, come sbagliato è stato tagliare i pini secolari ancora sani e danneggiare la struttura del suolo con le ruspe. L’incendio dello scorso agosto è stato sicuramente drammatico, ma lo è ancora di più ciò che si sta tentando di fare con la scusa di “ripristinare”».
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