Il presidio
Grosseto, trasfusione sbagliata uccide un paziente: le reazioni
L'assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni: "Il nostro sistema è sicuro ma vogliamo valutare eventuali criticità". Il consigliere regionale Stefano Mugnai (Pdl): "Grosseto è solo l’ultimo di troppi casi. Rivedere i protocolli di sicurezza” - L'ARTICOLO
LUIGI MARRONI, ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA'
''Voglio esprimere le mie più sentite condoglianze alla famiglia del paziente deceduto a Grosseto in seguito a una trasfusione sbagliata. Ma voglio anche tranquillizzare i cittadini toscani sulla sicurezza del nostro sistema sangue''. Lo ha detto l'assessore toscano alla salute Luigi Marroni preannunciando comunque una verifica sullo stesso sistema, con un audit con tutte le Aziende sanitarie e i Centri trasfusionali della Regione e anche invitando il Centro nazionale sangue e il Centro Regionale gestione rischio clinico. ''L'Asl di Grosseto - ha detto Marroni - ha già avviato la sua indagine. Come Regione, vogliamo valutare se questi eventi possono esprimere un'eventuale criticità del sistema su cui poter intervenire.
Sono stati convocati per una verifica congiunta e per discutere del buon uso del sangue i direttori sanitari delle Aziende e i responsabili di tutti i Centri trasfusionali toscani, in quanto responsabili del governo clinico del sangue e delle procedure trasfusionali. Sottoporremo il nostro sistema a un audit, al quale inviteremo anche il Centro Nazionale Sangue e il Centro Regionale gestione rischio clinico. Purtroppo l'errore umano, come in questo caso, può capitare e non è del tutto eliminabile, ma i dati ci dicono che il nostro sistema trasfusionale è sicuro''.
''Indipendentemente dalla frequenza casualmente ravvicinata degli accadimenti - ha concluso Marroni -, gli eventi di questo tipo verificatisi nella nostra regione rientrano in un range di valori in linea con le statistiche nazionali e internazionali. In ogni caso - aggiunge l'assessore - con serietà e come atto di responsabilità e di sensibilità nei confronti dei cittadini, abbiamo cercato di mettere a punto procedure sempre più sicure. Con lo stesso senso di responsabilità stiamo già procedendo a fare ulteriori approfondite verifiche''. Un altro caso di trasfusione sbagliata in Toscana si è verificato a giugno, all'ospedale Versilia: la paziente finì anche in terapia intensiva, ma non avrebbe riportato, così fu riferito, conseguenze importanti. Trasfusione sbagliata anche per un 61enne morto all'ospedale Careggi di Firenze nel luglio 2012: l'inchiesta penale ha stabilito che il decesso non era imputabile all'errore. Indagati per lesioni comunque un medico e due infermiere.
STEFANO MUGNAI (PDL): GROSSETO È SOLO L'ULTIMO DI MOLTI CASI
Luglio 2011, policlinico delle Scotte a Siena. Luglio 2012, ospedale di Careggi a Firenze. Giugno 2013, ospedale Versilia di Lido di Camaiore. E ora, con Grosseto dove ieri un paziente è deceduto, ecco allungarsi la catena toscana di tragedie legate a trasfusioni di sangue sbagliate. "Che ci siano da rivedere i protocolli di sicurezza?", si chiede oggi il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (Pdl) alla luce dell'ennesimo lutto e dopo aver ricostruito anni di estati - chissà poi perché questa coincidenza - segnate da errori fatali negli ospedali.
E mentre prepara un'interrogazione, Mugnai è a guardia alta: "Anche questa volta la Asl ha già attivato la debita inchiesta interna - osserva - mentre la procura ha disposto l'autopsia e poi valuterà per proprio conto il da farsi. Per parte nostra continuiamo ad attendere risposte dalla giunta regionale su come sia possibile un simile susseguirsi di errori e scambi di sacche che costano la vita ai pazienti. Uno sarebbe già troppo, ma questa serie davvero lascia sconcertati".
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