Il Tirreno

Grosseto

Finisce in carcere per lo scippo di una collana a Marina di Grosseto

Due mesi di indagini o poco più e alla fine i carabinieri hanno rintracciato il responsabile dello scippo. Lo hanno individuato grazie ai filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona e hanno...

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Due mesi di indagini o poco più e alla fine i carabinieri hanno rintracciato il responsabile dello scippo. Lo hanno individuato grazie ai filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona e hanno avuto conferma dal ritrovamento in casa sua degli indumenti indossati in quella occasione.

Per Ciro Cuomo, 30 anni, originario del Napoletano ma abitante nella nostra città e già conosciuto alle forze dell’ordine, si sono aperte le porte del carcere di via Saffi, dal momento che la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare perché ritenuto responsabile di quanto avvenuto il 7 giugno scorso a Marina di Grosseto. Quel giorno, e proprio in pieno giorno, un'anziana donna che camminava sul marciapiede era stata affiancata da un giovane a volto scoperto che le aveva strappato dal collo una collana di oltre 400 euro di valore ed era fuggito. I militari della stazione di Marina di Grosseto si erano messi subito al lavoro, acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza esterna di alcuni esercizi situati nelle immediate vicinanze. Insieme ai colleghi del Norm della Compagnia, avevano così stretto il cerchio intorno a Cuomo. Avevano individuato la sua abitazione e si erano presentati con un mandato di perquisizione: in quella occasione, i militari avevano trovato proprio gli indumenti che Cuomo aveva indosso nelle immagini ricavate dai sistemi di videosorveglianza. C’erano sufficienti elementi di colpevolezza per chiedere la custodia in carcere, eseguita sabato scorso.

Cuomo era stato arrestato nel giugno dell’anno scorso per un altro scippo, questa volta avvenuto a Grosseto, nel giardino dell’abitazione della vittima, in via Lago di Garda. Aveva portato via tre collane che la donna portava al collo, fuggendo sul furgone della panetteria per cui lavorava. Dal numero di targa, la polizia era riuscito a rintracciarlo.

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