Il presidio
Ai domiciliari per lo stalking esoterico
La donna non aveva rispettato l’obbligo di restare a cento metri di distanza dal suo «spirito guida», titolare di un bar
PORTO ERCOLE. Doveva restare ad almeno cento metri di distanza da lui, esercente di un locale pubblico, per evitare che si ripetessero gli episodi di stalking per i quali è indagata. Episodi particolari, dotati di una connotazione esoterica perché la donna avrebbe acceso (anche se lei nega) candele sui tavolini all’aperto del bar, a Porto Ercole. Ma la disposizione del giudice non è stata rispettata. Così adesso dovrà stare ai domiciliari.
Si è aggravata la posizione per la donna di 41 anni - originaria del Piemonte e adesso residente sul Promontorio dopo un periodo trascorso in Liguria - che all’inizio del mese era stata raggiunta dalla prima misura cautelare. I fatti si sono ripetuti, con modalità più o meno simili, e comunque con effetti tali da comportare un’ulteriore restrizione dei suoi movimenti. I “patti” erano diversi, cioè quelli di non doversi avvicinare, e quindi il gip Marco Bilisari ha disposto adesso la detenzione in casa.
«Lui è il mio spirito guida», aveva detto al giudice quando era stata interrogata dopo la prima misura. Perché lei ammette di nutrire per l’uomo, che in passato l’aveva aiutata perché in difficoltà, un affetto speciale. E aveva parlato della necessità di «scaricare la pietra» nelle vicinanze del bar da lui gestito, se non proprio all’interno. Un rituale sostanzialmente inoffensivo ma comunque ritenuto sgradito dall’esercente, che prima di rivolgersi ai carabinieri aveva invitato direttamente la donna a smettere con simili atteggiamenti. Anche perché il ritrovamento delle candele e della cera sui tavolini all’aperto del suo bar avevano creato uno stato di sofferenza soprattutto mentale, oltre che un lavoro supplementare ogni mattina all’apertura dell’esercizio.
I carabinieri di Porto Ercole, cui l’imprenditore si è rivolto, hanno compiuto accertamenti e hanno riscontrato che il divieto di avvicinamento non era stato rispettato. Così il pm D’Amelio ha chiesto l’aggravamento della misura per la donna, che adesso si trova a far fronte - oltre alle questioni giudiziarie proprie - a vari inconvenienti quotidiani, come per esempio l’impossibilità di portare a spasso i cani che vivono con lei e di fare la spesa. Un problema che si aggiunge agli altri, come quelli di salute di cui soffre, tanto gravi che lo Stato le riconosce una pensione di invalidità civile. Un rateo che la donna integra con la vendita di braccialetti e collanine di sua produzione.
Nel giro di pochi giorni, la donna tornerà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. In quella sede potrà dare spiegazioni del suo gesto e spiegare di nuovo perché non riesce a stare lontano dal suo «spirito guida». E tuttavia queste spiegazioni non basteranno a giustificare il suo gesto.
(p.s.)
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