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Agenti cinquantenni a rincorrere ladri Polizia in ginocchio
La difficile situazione del personale delle Volanti «Manca anche la carta per stampare i nostri premi»
GROSSETO. Pochi soldi, pochi mezzi, pochi uomini. E le volanti della polizia rischiano di restare in questura e dare sempre meno risposte ai cittadini. Soprattutto in estate e soprattutto quando il bisogno di sicurezza aumenta. Non succede solo a Grosseto. In tutta Italia le questure soffrono. Soffrono la mancanza di mezzi, soffrono la mancanza di fondi. E i primi a farne le spese sono gli agenti delle volanti. Quelli che stanno sulla strada, che rispondono ai cittadini, che garantiscono il pronto intervento. E sono loro, da dentro la questura, a protestare. A raccontare quello che non va in uno dei settori più delicati della polizia. Servitori dello Stato, che proprio per questo non possono metterci nome e cognome. Ma cifre e circostanze, quelle sì. Come il blocco del pagamento dei premi, quelli che il questore può dare immediatamente. «Non si tratta di premi importanti ma di semplici gratificazioni - spiegano - si chiamano “Compiacimenti” e, pur essendo già pronti, non vengono dati perché manca la carta per stamparli». In questura, insomma, bisogna accontentarsi della pacca sulla spalla. «Sono i cittadini, quelli che chiamano il 113 e che hanno bisogno di risposte a dover sapere come funzionano le cose - spiegano - perché spesso a Grosseto c’è una sola pattuglia, la notte, con due persone. E in queste condizioni non possiamo certo fare più di quello che facciamo».
Sulle scrivanie dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ci sono gli esposti presentati dai commercianti di piazza Marconi, che ogni giorno hanno a che fare con i bivacchi di senza casa nella zona della stazione. E quelli delle strade che incrociano via Roma, dove le belle di notte esercitano il mestiere più antico del mondo. «Ma per intervenire in queste situazioni - spiegano - abbiamo bisogno di uomini e mezzi che non abbiamo. Ma anche quando interveniamo, più che identificare queste persone non possiamo fare. Hanno quasi tutti un foglio di via in tasca che non viene rispettato. L’unica soluzione sarebbe quella di fare prevenzione, ma non possiamo permettercelo».
Le pattuglie che girano per la città sono poche. Ci sono i servizi coordinati in centro, quelli che vengono organizzati con la collaborazione delle altre forze dell’ordine. «Ma poi ci sono i nostri turni, che sono massacranti - aggiungono - dove da mezzanotte alle sette del mattino abbiamo soltanto un’auto per il servizio con soltanto due uomini mentre, durante gli altri orari, le pattuglie che intervengono per lo straordinario programmato svolgono soltanto tre ore di servizio. E per fare questo, non c’è nemmeno l’auto che serve per fare controllo del territorio. Utilizzano un’auto che non è blindata e che quindi non è assicurata e nemmeno idonea per svolgere questo servizio». In questo modo, quindi, anche se le macchine in servizio risultano due, in sostanza sul territorio il controllo è affidato lo stesso a una sola pattuglia.
E poi ci sono i movimenti. «Dalle volanti sembra che ci sia la diaspora - spiegano - solo per fare un esempio ci sono state quattro persone trasferite alla Digos. Ne è stata rimpiazzata soltanto una». Con i concorsi bloccati e senza soldi nemmeno per pagare gli straordinari, le volanti devono fronteggiare tutta questa situazione.
«Siamo costretti a rincorrere i ladri - aggiungono - con personale di 45 o 48 anni. Alcuni ne hanno anche 50. E non possono certo avere la prestanza fisica di un ragazzo di 25 anni. Se servono rinforzi in questura, devono arrivare alle volanti». Servirebbero certo, ma sarà difficile averli.
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