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Lia era pronta alla pensione «Pensavo chiamasse l’Inps...»
CASTELL’AZZARA. Risponde al telefono all'ora di pranzo Lia Baffetti. È appena tornata a casa. Deve mettersi ai fornelli. Ma accetta volentieri di parlare della sua condizione di “neoassunta” a 62...
CASTELL’AZZARA. Risponde al telefono all'ora di pranzo Lia Baffetti. È appena tornata a casa. Deve mettersi ai fornelli. Ma accetta volentieri di parlare della sua condizione di “neoassunta” a 62 anni, alle soglie del meritato riposo.
«Guardi, lo trovo paradossale. Due anni fa avrei dovuto andare in pensione. Era tutto pronto. Non m’importava la cifra, minima, che avrei riscosso. Poi arrivò il governo Monti, il decreto Fornero, e saltò tutto. Io non sono una che si lamenta, ma alla telefonata del provveditorato per annunciarmi il ruolo avrei preferito quella dell’Inps… Non scherzo».
Lia è nonna di due splendidi bambini. «Vorrei dedicarmi a loro; sarebbe giusto così, invece lo Stato mi assume. Non fraintendete: a scuola vado volentieri, ho ancora motivazioni, ma questo posto ho come la sensazione di toglierlo a un insegnante giovane, magari a una ragazza che ha l’età dei miei figli. Comunque martedì andrò a firmare».
Lia racconta la sua carriera: «Iniziai nel 1980, con una supplenzina di pochi giorni a Selvena, qui vicino. Per una decina d’anni, dal duemila, ho preso la cattedra sul sostegno e quando non c’era posto in montagna mi sono accontentata di spezzoni. La mia scuola la considero quella di Santa Fiora. Da Castell’Azzara, peraltro, ogni destinazione costringe a percorrere minimo 25 chilometri».
Ma quando andrà in pensione nonna Lia? «Mi dicono nel 2017», sorride. «Ancora 4 anni. Non ci voglio pensare al fatto che sarò sottoposta all'anno di prova e verrò valutata. Sono solo 33 anni che insegno…».
In ogni caso una chiamata a sorpresa. «Nella mia classe di concorso, la A028, va di ruolo un insegnante ogni morte di papa. Era stata stabilizzata una collega due anni fa. Ero convinta di andare in pensione».
E invece... (g.b.)
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