Il Tirreno

Grosseto

La carica dei sessantenni in cattedra

di Gabriele Baldanzi
La carica dei sessantenni in cattedra

L’infornata di immissioni in ruolo, tra errori e beffe, “miracola” dopo una vita da precari molti prof coi capelli bianchi

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GROSSETO. Tra i 49 insegnanti grossetani che da martedì saranno arruolati _ a tempo indeterminato _ dal Ministero dell’Istruzione, ci sono signore ultrasessantenni, diverse supplenti in graduatoria da circa trent’anni, concorsisti (del 1990) che nel frattempo hanno riscosso successo e fama in altri campi, chi l’anno scorso ha subito una clamorosa beffa. E persino una giovane donna che nel 2007 ha lasciato il posto in banca (fuori regione) per tentare l’azzardo nella scuola.

Storie diverse, tutte interessanti, tutte con un denominatore comune: la passione per l’insegnamento, la voglia di stare in mezzo ai ragazzi, oggi come il giorno della prima campanella.

Non è mai troppo tardi. Per Lia Baffetti, classe 1951, il 27 agosto 2013 sarà una data indimenticabile, il coronamento di un percorso professionale iniziato quando l’attuale ministro dell'istruzione era poco più di un’adolescente. Lei vive a Castell’Azzara, insegna educazione artistica e il precariato non l'ha mai considerato un problema. Da anni prende l’incarico alle Medie di Santa Fiora, non lontano da casa. Fino a ieri, parlando con i colleghi, si diceva “rassegnata” ad andare in pensione da supplente.

Prima, ma non basta. Insegna disegno e storia dell’arte, ma al Superiore, Eliana Grechi, solo un anno più giovane della collega, professoressa conosciutissima a Grosseto (anche per l’attività di famiglia).

Nonostante il primo posto nella graduatoria permanente della propria materia, la nomina in ruolo sulla classe di concorso A025 per lei potrebbe sfumare perché l’unico posto disponibile dovrebbe essere assegnato attingendo da concorso.

Classe 1956, due ce la fanno. Ce la faranno invece, sempre nel superiore, Leonardo Toninelli (classe 1956), che andrà a ruolo come docente di economia aziendale e Maria Elena Simoncelli (coetanea e professoressa di diritto), un volto molto noto al Liceo Rosmini. A titolo di curiosità quest’ultima precede in graduatoria da anni il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi (secondo).

La rivincita di Annunziata. È una storia buffa quella di Annunziata Roma, che verrà stabilizzata martedì sulla scuola elementare. Lei detiene un piccolo record di cui avrebbe fatto volentieri a meno: l’assunzione a tempo indeterminato più breve della storia, solo due ore. Accadde l'anno scorso, durante le nomine di ruolo dei docenti di tutta la provincia. Annunziata, precaria da oltre dieci anni, quest’anno è prima in graduatoria per la Primaria ma nell'agosto 2012 risultava quarta. Fu convocata con riserva, nel caso ci fossero state rinunce. Alla fine ottenne l’immissione in ruolo con sede di servizio a Massa Marittima. Il tempo di firmare, andare a casa e sentirsi richiamare: «C’è stato un errore, salta tutto». Questa volta terrà le dita incrociate e sceglierà per prima.

La beffa di Francesca. Qualcosa di simile è accaduto due giorni fa a Francesca Nuti (abilitata su arte ma in buona posizione sul sostegno). Convocata al telefono per martedì dall’Ufficio scolastico provinciale e poi “sconvocata”, mezz’ora dopo, con un’altra telefonata. Lei, di certo, il ruolo non lo prende quest’anno.

Rischiatutto. E vince. Altra storia da raccontare è quella di Chiara Brogi, insegnante di lettere da diversi anni al Rosmini (passa di ruolo su lettere e latino, la A050). Nel 2007 lasciò lo sportello di Banca Toscana in Lazio perché chiamata per una supplenza annuale. Una scommessa. Sei anni dopo brinda al posto fisso.

Pasticci. Infine due situazioni contestate, dove l'ufficio scolastico provinciale pare abbia commesso errori. Il primo caso sulle Medie, dove ai sindacati risulta a ruolo (nella A059 Matematica e Scienze), Gaetano Pasqualetto. Per l’Usp, però, la graduatoria è esaurita. Il secondo al Superiore. Claudia Ciccarelli di Follonica, lo scrive anche su Fb, è preoccupata e arrabbiata. Dovrebbe passare di ruolo sulla A022 Discipline plastiche, ma anche in questo caso la graduatoria, nella comunicazione ufficiale dell’Usp, risulta non esistente. Domani i chiarimenti.

Contenziosi in vista. Sullo sfondo però si profila un’ondata di contenziosi e ricorsi. A innescarla potrebbero essere i ritardi nella chiusura del concorsone toscano per docenti varato a suo tempo da Profumo. La legge del resto stabilisce criteri di reclutamento precisi: il 50% dei nuovi docenti deve essere pescato dai concorsi, l’altro 50% dalle graduatorie ad esaurimento, quelle dei precari che hanno ottenuto l’abilitazione attraverso gli studi e la gavetta sul campo. Insieme alla Sicilia, la Toscana è però la regione a essere andata più a rilento con le correzioni degli scritti. Molti candidati devono ancora sostenendo gli orali. Così per alcune materie si faranno prevalere le graduatorie dei precari, per altre si attingerà ancora alle liste di un concorso vecchio di quattordici anni, quello del ‘99, o peggio di ventitré anni (1990). Un pasticcio causato anche dalla disorganizzazione del provveditorato regionale.

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