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Una giornata in ricordo di Alfio Cavoli
ROCCALBEGNA. «Autore prolifico, documentatissimo, attento. Scrive soprattutto su argomenti e personaggi di quel Far West nostrano, com’era e come non è più la Maremma»: così Carlo Laurenzi...
ROCCALBEGNA. «Autore prolifico, documentatissimo, attento. Scrive soprattutto su argomenti e personaggi di quel Far West nostrano, com’era e come non è più la Maremma»: così Carlo Laurenzi tratteggiava nel 1993 il personaggio e lo studioso Alfio Cavoli, ricercatore minuzioso e appassionato di cose maremmane, intellettuale amiatino.
A cinque anni dalla morte, Roccalbegna, dove Cavoli aveva le sue radici, gli dedica una serie di eventi. Il primo è oggi, organizzato dall’associazione Alfio Cavoli e dal gruppo esperantista grossetano.
Si inizia alle 11, in via Amiata, dove durante l’inaugurazione della personale di Angelo Buscema saranno letti brani di Cavoli da “Amata Amiata”. Alle 18 brani da “Il Cristo della povera gente” con interventi di Nello Nanni e Giovanni Bellumori. Pier Vittorio Orlandini leggerà passi tradotti in esperanto. Alle 19,30, spuntino. Alle 21, piazza Marconi, “Ottava rima” e canti della montagna, con Mauro Chechi, Elino Rossi, Fernando Tizzi, cantori del sasso Pinzuto. Durante la giornata letture in italiano e in esperanto delle opere di Cavoli con accompagnamento con chitarra di Umberto Bonini. (f.b.)
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