Meteo
l’estate dei raggiri
FOLLONICA. Antonio Aragione, 23 anni, e Vincenzo Prota (27) sono ai domiciliari nelle loro case di Napoli. Ma per 6 mesi, secondo le accuse, avrebbero spennato i “nonni” del Golfo spacciandosi per...
FOLLONICA. Antonio Aragione, 23 anni, e Vincenzo Prota (27) sono ai domiciliari nelle loro case di Napoli. Ma per 6 mesi, secondo le accuse, avrebbero spennato i “nonni” del Golfo spacciandosi per agenti assicurativi. Come? Spillando soldi, rubando monili dalle camere, accompagnando in banca gli anziani per prelevare i soldi, approfittando dell’età avanzata e tirando in ballo figli, generi e nipoti, certi che l’argomento sarebbe stato sensibile.
Ora l’incubo è finito. Il patto di ferro diabolico, congegnato ad arte e orchestrato perfettamente contro queste persone tendenzialmente indifese - la più attempata aveva 88 anni, la più giovane 75 - è saltato. E di questa storia, del “modus operandi” e dell’indagine che ha bloccato il tutto emergono dettagli.
L’operazione è stata seguita dalla tenenza dei carabinieri di Follonica, sotto il comando di Massa Marittima, e in particolare da un giovane e valente militare che in prima persona ha svolto le ricerche in collaborazione con i colleghi follonichesi, e nella loro fase esecutiva con quelli di Napoli (luogo in cui è avvenuto il doppio arresto). A più riprese, nei mesi, gli anziani sono andati in caserma a segnalare i fatti, a volte con stati d’animo comprensibilmente turbati.
Erano a terra: qualche anziana si è trovata nel lastrico, i due giovani le avrebbero sottratto persino gli ultimi risparmi, gli ultimi 4mila euro residui della pensione e che ora saranno difficilmente recuperabili, insieme ai gioielli trafugati in casa. Alla fine le ricerche sono state proficue, anche se non è stato facile: qualche vittima, presa dalla “vergogna”, ha denunciato il proprio caso solo qualche giorno dopo, rallentando il lavoro d’indagine e la scoperta degli autori (per questo i militari sollecitano di chiamare il prima possibile il 112).
Quasi tutti a carico di donne, i primi raggiri risalgono a gennaio. Un giovane di bell’aspetto bussa a casa di un’anziana di 86 anni e la inganna: si spaccia per perito assicurativo. Inventa un incidente mai esistito e capitato anni prima al figlio di lei, al nipote o al genero. Ma perché questi ultimi riscuotano bisogna che la signora versi un anticipo che lei concede di buon cuore. Se la cifra prospettata dall’assicurazione a favore dei congiunti è di 20mila euro, alla donna si chiedono - per esempio - 1800 euro: un “piccolo” aiuto preventivo che poi sarà abbondantemente ripagato con il saldo della compagnia ai familiari. Succede anche a un’85enne, a una 79enne, a un’anziana coppia. E se loro non hanno soldi “sull’unghia” poco importa: «andiamo in banca». Il giovane tira fuori di casa la signora e la porta a prelevare le banconote. Non finisce qui. Il sedicente assicuratore, per avvalorare il tutto, dentro casa tira fuori il telefonino. Fa uno squillo al “figlio” di lei (che in realtà è il complice Prota) e si mette a parlare del caso in questione, in maniera assai convincente, arrivando al punto da passare il telefono alla malcapitata. All’altro capo del filo il secondo truffatore si spaccia per il “figlio” (o il parente di turno, tirato in ballo) e cerca di convincere la “madre”: «Mamma, dai l’anticipo..». Che la “voce” sia diversa dal figlio vero, è fatto secondario: i truffatori approfittano di problemi all’udito o inventano interferenze. Un giochetto ardito, che però è finito.
Per gli inquirenti non c’è dubbio: i ventenni napoletani sono i responsabili. Ad aprile furono fermati dai carabinieri di Orbetello; attraverso testimonianze e riconoscimenti fotografici e tabulati sono stati inchiodati dai militari follonichesi. Il gip Bilisari ha disposto per entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari a Napoli, dove i due abitano. Fine del cerchio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google