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Giorgi: «Un piano di dismissione per il campeggio di Principina»

di Francesca Ferri
Giorgi: «Un piano di dismissione per il campeggio di Principina»

GROSSETO. Tra gli argomenti in discussione nel prossimo consiglio comunale c’è una vecchia spina nel fianco dell’amministrazione grossetana: il campeggio comunale di Principina a Mare. A portarlo in...

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GROSSETO. Tra gli argomenti in discussione nel prossimo consiglio comunale c’è una vecchia spina nel fianco dell’amministrazione grossetana: il campeggio comunale di Principina a Mare. A portarlo in dibattito è il consigliere Francesco Giorgi (Riformisti per Grosseto – Psi) che presenterà una mozione per vendere la struttura.

«Gabriele Fusini, il presidente incaricato della società che attualmente ha la proprietà, cioè Investia, ha annunciato che fra i “rami secchi” da dismettere nel patrimonio della società c’è, appunto il campeggio comunale di Principina», spiega Giorgi. «Noi sosteniamo questa posizione: il campeggio non dà vantaggi economici al Comune. Chiediamo perciò di iniziare a studiare un piano per la dismissione, studio necessario perché esiste un contratto di gestione ancora in corso con la Cavour».

Quanto frutterà la vendita? Una perizia di stima non è stata ancora fatta. «A spanne però si può ipotizzare una cifra sugli 8-9 milioni di euro se il mercato fosse in condizioni di ripresa», spiega Giorgi.

Facile a dirsi, più complicato a farsi. Perché non è la prima volta che il campeggio viene candidato ad essere venduto. E non è la prima volta che la sua vicenda balza alle cronache per motivi diversi da questioni di turismo e ricettività. Il campeggio ha alle spalle un travagliato percorso.

Gestito a lungo dalla società Puma per 400mila euro annui d’affitto, viene messo a bando nel 2008 con la speranza, per il Comune, di rimediarci qualcosa in più. Puma perde , vince Hidalgo offrendo 550mila euro. Ma la gioia dura poco.

La Hidalgo onora solo una piccola parte dei pagamenti, poi “sparisce” portandosi dietro anche circa 300mila euro di affitto anticipato delle piazzole, versato da 75 campeggiatori. Quando arriva la nuova gestione Cavour e chiede loro di pagare di nuovo, è il caos.

Prima di abbandonare il campo, la Hidalgo lascia però una seconda grana. La polizia municipale, nell’ispezione che precede il cambio di gestione, le contesta la presenza di presunti abusi edilizi relativi a 300 capanne costruite ad uso di tende e roulotte. Il Comune intima di demolirle ma la Hidalgo non muove dito.

Alla fine, però, tanto rumore per nulla. Il Comune sospende l’ordinanza di demolizione, rinviandola di 90 giorni. Quanto ai canoni scomparsi, raggiunge un accordo coi nuovi gestori che, in cambio di uno sconto sull’affitto da versare al Comune, si accontentano di riscuotere dai campeggiatori la metà del dovuto. Il Comune, dunque, finisce per riprenderci più o meno gli stessi soldi che guadagnava con la Puma.

Lo stesso sindaco Bonifazi, nel 2007, agli albori del suo doppio mandato, era intenzionato a vendere il campeggio e, con il ricavato (anche allora stimato in 9 milioni di euro) comprarci il teatro Moderno. Il teatro fu acquistato, ma non coi soldi del campeggio. Perché il Comune si rese conto che «vendere ora significherebbe svendere, mentre invece vogliamo valorizzarlo», come spiegò l’allora assessore al patrimonio Anna Guidoni. Una “valorizzazione” che in cinque anni ne ha congelato il valore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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