Il Tirreno

Grosseto

D’ora in poi porte aperte a Fido

di Sara Landi
D’ora in poi porte aperte a Fido

Entra in vigore la norma che obbliga i condomini ad accettare cani, gatti e altri animali domestici

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sono una delle fonti di affetto più incondizionato che si possano avere ma basta varcare la soglia di casa perché cani e gatti si trasformino, loro malgrado, in una delle più frequenti cause di liti con il proprio dirimpettaio.

A mettere ordine però adesso c’è la nuova disciplina sui condomini entrata in vigore il 18 giugno scorso. Tra le novità d’interesse per Pallino e Fido (e soprattutto per i loro proprietari) la legge 220 del 2012 ha modificato l’articolo 1138 del Codice civile introducendo ex novo un comma che recita così: «Le norme del regolamento (condominiale, ndc) non possono vietare di possedere o detenere animali domestici».

A partire dall’entrata in vigore della nuova normativa dunque nei regolamenti di condominio non possono più essere inserite disposizioni volte a limitare il diritto di un condomino a tenere in casa uno o più animali di compagnia. C’è di più: clausole in contrasto con questo principio introdotte in futuro saranno considerate come non apposte.

Ma siamo così sicuri che alla luce della nuova disciplina tutte le controversie possano sparire in un regime di pax condominiale che comprenda finalmente gli umani ma anche i loro amici a quattro zampe? Non è proprio così semplice.

Lo spiega il responsabile della Lav di Grosseto Giacomo Bottinelli che sulla questione ha ideato un’iniziativa pubblica di approfondimento e informazione in programma domani sera a Castiglione. Partiamo con una precisazione.

«La dicitura scelta dal legislatore che parla di animali domestici pur nella sua genericità è corretta – spiega Bottinelli – nel senso che ci riferiamo a cani, gatti e altri piccoli animali da compagnia che possono vivere in un appartamento. Va quindi ribadito che è sicuramente inopportuno oltreché sconsigliato tenere in casa tutti quegli animali, come quelli esotici, che non sono adatti all’ambiente domestico tanto che la gente spesso non sa come gestirli e finisce per abbandonarli in modo improprio. Pensiamo solo a quanto è massiccio il fenomeno dell’abbandono delle tartarughe dalle guance rosse nei laghetti».

Tornando ai codici, quali sono le questioni lasciate aperte dalla recente riforma del condominio? «Sono due e riguardano la portata applicativa della norma – dice Bottinelli –. Si discute se la novità valga anche per i regolamenti condominiali approvati prima della riforma e ancora vigenti e se sia derogabile con future delibere condominiali approvate all’unanimità. Il nostro ufficio legale se n’è occupato diffusamente e per la Lav il nuovo articolo 1138 del Codice civile vale retroattivamente anche per i vecchi regolamenti ed è inderogabile».

Va da sé, osserva Bottinelli, che questi problemi di applicazione non si pongono per i nuovi condomini costituiti dal 18 giugno scorso in poi e per quelli in cui non erano già previsti divieti in relazione al possesso degli animali. Malgrado le questioni ancora aperte la riforma viene considerata dalle associazioni animaliste un traguardo importante, perché finalmente recepisce un dato indicativo di un fenomeno: in Italia più di una famiglia su due (il Rapporto Eurispes 2013 parla del 55,3 per cento delle famiglie italiane) ha almeno un animale domestico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web