Il Tirreno

Grosseto

Aggredisce la moglie Interviene il questore

Aggredisce la moglie Interviene il questore

Violenza domestica, primo caso di applicazione della nuova legge a Grosseto Nessuna denuncia, il semplice sfogo della donna fa scattare “l’ammonizione”

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GROSSETO.

Una donna è stata aggredita dal marito in casa. È successo i giorni scorsi, non era la prima volta; così, dolorante, stanca e stufa, è andata in Questura a raccontare tutto ai poliziotti. Non ha fatto querela: si è sfogata e basta, ha chiesto consiglio. E proprio da piazza Palatucci a Grosseto è partita una “soluzione” diversa dal solito.

Proprio ieri il questore di Grosseto Michele Laratta, tra i primi in Toscana, ha adottato la scorciatoia prevista dall’ultimo decreto legge 93 del 2013 (“Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere”), che permette di “ammonire” direttamente il marito violento della donna, anche in assenza di querela da parte di lei.

Dunque, riconoscendo la gravità del fatto il questore è partito con un atto d’ufficio: un provvedimento notificato all’autore dei fatti al quale si intima di cambiare condotta e astenersi da azioni che posano offendere ancora la moglie. Nella missiva di ammonimento si spiega che la Questura ha saputo il fatto e lo giudica severamente. Un piccolo “rimedio” verbale, certo, ma che la legge consente come deterrente autorevole contro fatti del genere.

«La misura - spiega la polizia stessa - scaturisce dopo la semplice segnalazione di una donna vittima di condotte vessatorie e aggressioni fisiche in ambito domestico. Ed è stata adottata d’ufficio».

Lo scopo di quest’atto, in linea con le più recenti disposizioni normative, punta a operare su almeno tre fronti: «prevenzione della violenza di genere, punizione dei colpevoli e immediata protezione della vittima». Una piccola rivoluzione rispetto al passato, quando - in assenza di querela - nulla del genere poteva succedere. Al centro di tutto è il decreto legge 93 del 2013, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 14 agosto, e che pone sotto i riflettori questo nuovo genere di reati, definiti “violenza domestica”: in tal senso vanno intesi tutti gli atti, non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica verificati all’interno della famiglia o del nucleo familiare, oppure tra attuali o precedenti coniugi o persone legate da relazione affettiva, indipendentemente dall’effettiva convivenza. Proprio su questo fronte, le linee di intervento preventivo passano oggi anche attraverso i provvedimenti amministrativi del questore e del prefetto e prevedono - per le vittime di violenza domestica o di stalking - «una completa informativa in merito alle attività dei centri antiviolenza operanti nel territorio. Com’ è noto, nella Questura di Grosseto è da tempo operante la Task Force Codice Rosa, fattivamente impegnata nella lotta alla violenza di genere».

«Il ruolo del questore - in questo mutato contesto - è diventato fondamentale per il raggiungimento di tale obiettivi», per raggiungere un’azione più incisiva, tempestiva e puntuale e potenziare il circuito virtuoso tra sicurezza e legalità. Nel fatto in questione, la signora grossetana è andata a raccontare “più fatti” in Questura: una testimonianza non formale, arricchita di storie circostanziate. Non sfociata in querela, ma bastata per innescare subito quel che la nuova normativa permette. Altro servizio a pagina 11

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