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Grosseto

in tribunale

Offese ai poliziotti: patteggia 4 mesi

GROSSETO. «Bastardi, assassini, io con voi non ci vengo». Li ha accolti così gli uomini delle volanti che la notte scorsa sono intervenuti in via Sauro dove erano stati chiamati per una lite tra una...

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GROSSETO. «Bastardi, assassini, io con voi non ci vengo». Li ha accolti così gli uomini delle volanti che la notte scorsa sono intervenuti in via Sauro dove erano stati chiamati per una lite tra una donna e un uomo.

Quando la donna, che ha 34 anni, si è trovata di fronte i poliziotti ha cominciato a urlare loro contro. Lei, infatti, è la cognata di Arito Canaj (Halo Panajot), il ventottenne albanese morto durante la sparatoria a Pari, dove il giovane che viaggiava con suo cugino, fu fermato dagli uomini della sezione narcotici con dieci chili di marijuana.

Per Nadia Tounsi, grossetana di 34 anni, quella è ancora una ferita aperta. E non è servito nemmeno quello che è scritto nella perizia balistica, che ha spiegato come quel proiettile partì dalla pistola del poliziotto perché fu colpito a un ginocchio dall’auto in fuga.

Per lei, gli uomini in divisa, quelli della questura, sono degli assassini.

Quando sono arrivati in via Sauro, i poliziotti hanno trovato Nadia Tounsi insieme a un’altra donna. La seconda ha smesso subito di urlare, alla vista dei poliziotti. Nadia no. Si è scagliata contro di loro, offendendoli e imprecando. Poi, quando le hanno chiesto di seguirli in questura, la donna ha continuato ad opporre resistenza. La trentaquattrene è stata identificata e arrestata.

Ieri mattina in tribunale, dopo l’udienza di convalida dell’arresto, la donna (difesa dall’avvocato Riccardo Lottini), è stata processata per direttissima.

Il giudice Sergio Compagnucci le ha inflitto una pena di quattro mesi e venti giorni con la sospensione. (f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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