Il presidio
«Confesercenti è da sempre antifascista»
La presidente Gloria Faragli chiarisce la sua posizione sulla vendita dei cimeli nazisti al mercatino
GROSSETO. Forse una svastica è meno “pornografica” di un’immagine vietata ai minori? E allora perché in una bancarella del mercatino dell’antiquariato si permette la vendita di cimeli nazisti e fascisti in bella vista? Dov’è il rispetto verso coloro che sotto quel simbolo sono stati martirizzati?
I toni sono cordiali ma gli argomenti tradiscono una delusione forte e un dolore non sopito. La delusione è quella di Riccardo Bernardini, geometra grossetano, che nei giorni scorsi ha segnalato al Tirreno il suo disagio e disappunto per aver visto cimeli nazini in vendita al mercatino “Maremma Antiquaria” di Marina di Grosseto, organizzata da Confesercenti. La cui presidente, Gloria Faragli, aveva cercato di stemperare i toni: «Un antiquario un oggetto così può averlo, perché il nazismo è esistito. Sta al singolo attribuirgli il valore che preferisce...».
Una risposta che non è piaciuta a Bernardini. «Credo che il “contendere” non sia nella liceità del commerciante ad esporre un certo tipo di cimeli, quanto ciò che essi rappresentano, il rispetto che dobbiamo a coloro che sotto quel simbolo sono stati martirizzati. Vogliamo ricordare che pure la Regione Toscana si è fatta promotrice del Treno della memoria? Qualcosa significherà circa la sensibilità che la comunità toscana rivolge alla Shoah. Troppo facile ricordare 6 milioni di morti (non solo ebrei) il 28 gennaio e il resto dei giorni non cogliere i segni per rilanciarne l’esecrazione».
Alla stregua di quanto dichiarato da Faragli, domanda Bernardini, «sarebbe dunque lecito persino esporre, se fine all’attività del commerciante, foto di donne nude o, perché no, in atteggiamenti pornografici? Sappiamo che ciò per legge non è consentito. Ma dunque pare lecito un dubbio: è forse meno “pornografica” una svastica? Mi spiace, ma anche qui non ci siamo. Stiamo giustificando e in questo modo si perde la memoria degli uomini giusti. Rispetto, almeno la decenza del rispetto».
Parole dirette e dense di dolore alle quali Faragli chiede di rispondere. «Mi rendo conto di aver generato un equivoco tentando di dare una risposta tecnica poiché Maremma Antiquaria è composta da imprese del commercio su aree pubbliche di cui siamo tenuti a controllare i requisiti amministrativi e la mia risposta si è prestata ad essere letta come una sottovalutazione rispetto a un simbolo che era messo in vendita. Di questo mi rammarico e mi scuso».
Confesercenti, prosegue la presidente, «è nata nel rispetto della Costituzione italiana che è stata il risultato della lotta al fascismo e al nazismo per riportare la libertà nel nostro Paese e come tale continuerà la propria azione ispirandosi a questi principi che negano qualsiasi giustificazione storica e di valore verso quelle esperienze che hanno creato violenza e assenza di libertà. La mia storia personale sta in quei valori di libertà che continuano ad ispirarmi, che sono anche i comportamenti dei luoghi collettivi a cui partecipo, opposti ai principi di quei regimi. Nella mia funzione di consigliere provinciale dal 1994 al 2004 ho partecipato, in rappresentanza della Provincia, al Treno della memoria, insieme ad altre donne ho sostenuto il conferimento del riconoscimento della commissione Pari opportunità “Dalle donne a una donna” alla signora Servi di cui ho grande stima e rispetto. Vorrei che quanto ho sentito il bisogno di scrivere possa chiarire il mio pensiero». (f.f.)
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