Il presidio
Il Fiora smentisce Arpat «La colpa non è nostra»
FOLLONICA. Respinge le accuse al mittente, l’acquedotto del Fiora. Secondo i tecnici dell’azienda grossetana la presenza di idrogeno solforato presso il depuratore di Campo Cangino è scarsissima, al...
FOLLONICA. Respinge le accuse al mittente, l’acquedotto del Fiora. Secondo i tecnici dell’azienda grossetana la presenza di idrogeno solforato presso il depuratore di Campo Cangino è scarsissima, al contrario di quanto affermato da Arpat solo due giorni fa, definendo improbabile che i cattivi odori siano imputabili al depuratore.
Così rimane ancora il dubbio della provenienza delle maleodoranze a Cassarello, visto che sia l’Agenzia che l’Acquedotto forniscono dati e valutazioni con basi scientifiche. «Considerati il peso molecolare dell’idrogeno solforato e lo specifico clima della zona riteniamo improbabile che la diffusione di tale sostanza verso Cassarello sia imputabile all’impianto di Campo Cangino – è la difesa del Fiora - il depuratore è quotidianamente monitorato ed i tecnici di Acquedotto del Fiora eseguono periodicamente controlli per la salute e sicurezza sul lavoro, con rilevazioni anche circa la quantità di idrogeno solforato presente presso le strutture. Tali controlli hanno sempre evidenziato come i valori rilevati per questo gas siano pari a pochissime parti per milione, nettamente inferiori a quanto previsto dalla normativa in materia che prevede limiti mille volte maggiori rispetto a quelli rilevati da Arpat».
Per il Fiora non regge nemmeno l’ipotesi che a muovere le maleodoranze sia il vento: «L’idrogeno solforato ha un peso molecolare maggiore di quello dell’aria e quindi tende a depositarsi al suolo; a livello del terreno il vento ha una velocità pressoché nulla e lo specifico clima anemometrico locale evidenzia come, rispetto ad altre zone, nella direzione che va dall’impianto di depurazione a Cassarello la frequenza e le velocità del vento siano minime, soprattutto nella fascia oraria tra le 20.30 e le ore 7». Che sia o meno il depuratore al centro delle maleodoranze la città di Follonica attende comunque risposte certe, non solo sul puzzo a Cassarello ma anche sui numerosi episodi accaduti in stagione, come gli sversamenti al fosso del Fico ed al Cervia e le morie dei pesci. «Dobbiamo assumerci l’impegno di capire i problemi e di far intervenire chi di dovere – conferma il vice sindaco Andrea Benini, in questi giorni a tutti gli effetti primo cittadino in sostituzione di Eleonora Baldi in ferie – abbiamo in calendario già per oggi incontri con i nostri dirigenti ed i tecnici del Fiora per valutare la situazione e stilare un primo programma di interventi. Vanno date risposte alla città, sia a breve che a medio termine, ed il Comune deve impegnarsi direttamente. Ne parleremo anche in giunta: i disagi devono cessare, ai cittadini non interessa che il problema sia nei fossi o nel depuratore, la questione è complessa e merita attenzione».
Michele Nannini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
