Il presidio
Puzza a Cassarello: colpa del depuratore
È l’idrogeno solforato che provoca i miasmi nelle ore notturne. È fastidioso, ma non è pericoloso per la salute dei cittadini
FOLLONICA. I cattivi odori che di notte pervadono Cassarello arrivano quasi sicuramente dal depuratore di campo Cangino. A dirlo è l’Arpat.
Le verifiche dell'agenzia regionale per la protezione ambientale non lasciano spazio alle perplessità: le indagini hanno segnalato che i miasmi ci sono e sono molto frequenti soprattutto dalle 22 alle 7 quando principalmente soffiano venti da nord-est. Le ricerche sono state fatte nei mesi di giugno e luglio attraverso la centralina mobile che Arpat gestisce per conto della Provincia di Grosseto, strumento che rileva materiale particolato, biossido di zolfo e idrogeno solforato: quest'ultimo parametro è quello che provoca cattivi odori. «Ha origine naturale – spiegano dall'agenzia - o antropica (derivante da alcuni processi industriali). La produzione di questa sostanza è anche connessa con le attività di gestione e trattamento dei reflui fognari, dove è prodotta ad opera dei batteri anaerobi presenti nei liquami (si tratta di batteri che sono attivi in ambienti privi di ossigeno). L'idrogeno solforato è un gas incolore dall'odore caratteristico di uova marce, per questo definito gas putrido. Il composto è caratterizzato da una soglia olfattiva decisamente bassa ed è quindi in grado di provocare disagi olfattivi».
Se i miasmi a volte raggiungono soglie quasi insopportabili il fatto confortante è che per quanto riguarda la salute dei cittadini e dei turisti non c'è nessun allarme: i valori sono sotto i limiti e abbondantemente. Da Arpat spiegano che per capire da dove arrivavano quei cattivi odori, considerato che nella zona interessata sono presenti sia il depuratore che impianti industriali, hanno usato un metodo particolare: dalle aziende fuoriesce idrogeno ma associato a biossido di zolfo quindi quest'ultimo è stato utilizzato con tracciante della sorgente da cui proveniva. «Si può affermare – concludono da Arpat - che nell’ultimo periodo (giugno-luglio 2013), la zona di Cassarello a Follonica è stata interessata nelle ore notturne da concentrazioni di idrogeno solforato tali da provocare disagi olfattivi, ma comunque mai in grado di raggiungere valori significativi riguardo i valori guida in relazione alla protezione della salute umana. Tali fenomeni olfattivi sono avvenuti sempre in situazioni con provenienza del vento dal quadrante est - nord est e sud est quindi dalla direzione nella quale sono presenti sia gli impianti industriali della zona che l’impianto comunale di trattamento acque reflue. A tal riguardo si può comunque ragionevolmente escludere che l’origine di tali fenomeni sia di carattere industriale, in quanto mai associati a livelli significativi di biossido di zolfo, classico inquinante tracciante delle emissioni industriali locali. Vi sono le condizioni per ipotizzare, quale potenziale sorgente emissiva, l’impianto trattamento delle acque reflue urbane o eventuali infrastrutture adibite al collettamento dei liquami ad esso collegate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
