Il presidio
«Pineta: no allo scempio dei tagli a raso»
Il comitato civico di Marina annuncia battaglia contro la pulizia del sottobosco prevista in autunno. «È irreparabile»
GROSSETO. «Se si vuole intervenire con rispetto sulla pineta, non lo si può fare con i bulldozer e la logica delle successive piantagioni di pini a pioppeto».
Il messaggio del comitato civico spontaneo Marina di Grosseto, lanciato domenica sera in occasione del concerto omaggio alla pineta, devastata un anno fa da un incendio che ne ha distrutto 50 ettari, è chiaro. E arriva a poche settimane dall’inizio degli interventi – al momento solo annunciati – di pulizia “a raso” del sottobosco, previsti in autunno.
Il concerto, organizzato nella chiesa di Marina, è stato l’occasione di fare il punto sulla situazione e valutare gli interventi fatti e da fare decisi dal Comune di Grosseto. Il timore del comitato sono i tagli a raso come quelli fatti all’indomani dell’incendio. «La pineta non è un bosco ceduo da tagliare periodicamente, perché i pini non rinascono dalle radici», spiega il comitato attraverso la sua rappresentante, Maria Patrizia Latini. Eliminare il sottobosco, che in altre parti d’Italia è frutto di un lavoro incessante e che qui è naturalmente presente, prosegue Latini, sarebbe un’azione «irreparabile e terribilmente impattante».
«Già entrare coi bulldozer in pineta maciulla il terreno e tutte le sue forme di vita. Faccio un esempio: le cicale che ascoltiamo quest’anno vengono da larve deposte 17 anni fa. Se si distrugge il terreno e il sottobosco le larve spariscono e non avremo più cicale. Tutto il ciclo vitale, la microfauna e le specie vegetali scompariranno». E già, denuncia il comitato, di pineta ne è scomparsa troppa, non solo per il fuoco. «Tre settimane dopo l’incendio sono stati abbattuti pini ultrasecolari. Ci spieghino perché li hanno buttati giù all’1 di notte. Forse – prosegue Latini – perché erano sani? E poi: perché nel processo di studio non è stata coinvolta la Forestale ma solo tecnici del Comune e della Provincia?».
Il comitato punta il dito sull’approccio utilitaristico del Comune: «Secondo l’amministrazione, tutto deve rendere – spiega Latini – ma oggi questo concetto è superato».
Da qui la proposta di una gestione ecosostenibile della pineta, la cosiddetta silvicoltura sistemica. «Noi siamo per un intervento, sì, ma rispettoso della pineta. Va bene il taglio del sottobosco, ma a un metro. Tagli piccoli e continui». Una proposta supportata da studi ventennali dell’Accademia delle scienze di Firenze che il comitato vorrebbe esporre al Comune in un tavolo comune di studio. E se l’amministrazione prosegue per la sua strada? «Se inizia la preannunciata devastazione del sottobosco – annuncia il comitato – il gruppo di Marina si attiverà anche con azioni eclatanti per bloccare altri disastri ambientali».
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