Il Tirreno

Grosseto

E al mercato si vendono anche le svastiche

di Elisabetta Giorgi

Proteste a Marina, tra i banchi spuntano cimeli hitleriani. Elena Servi: «Un mondo purtroppo florido»

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MARINA DI GROSSETO. Volti di Mussolini e Hitler, croci celtiche e fasci littori non affollano solo le case dei nostalgici. In Maremma le svastiche si vendono pure al mercato. Ed Elena Servi, l’ultima testimone ebraica sopravvissuta a Pitigliano, si dice sconcertata.

Sconcertata per il caso di Marina di Grosseto, dove i commercianti di “Maremma antiquaria”, evento targato Confesercenti, hanno animato il week end lungo la strada principale, via XXIV maggio. Tra antiche zuppiere e portasigarette, bicchieri e statuine, c’è chi ha messo in vendita memorabilia di hitleriana memoria, e chi passava si è detto turbato. Riccardo Bernardini, geometra grossetano, la sera passeggiava tranquillo quando ha incrociato simboli inquietanti. «Tra cimeli post-comunisti e post-bellici - racconta - è spuntata una medaglia smaltata con una svastica nazista nera in campo bianco. A fianco c’erano altre medaglie e le famose “croci di ferro” della Wehrmacht, alcune ancora intonse nelle rosse scatole che riportavano, ancora una volta, la famigerata svastica sostenuta tra corone di alloro, da un’aquila». Ora, dice lui, «comprendo la passione per l’antiquariato e per certi oggetti in genere, ma è lecito e moralmente corretto porre quei simboli esposti al pubblico? Cioè, se dipingono una svastica su un muro se ne ricerca giustamente gli autori per punirli, ma in questo caso va bene così?». In effetti di gadget nazisti il mondo è pieno, e accendini, tazze, bottiglie e per finire manganelli sono diventati linfa vitale di un mondo sommerso ma tutt’altro che defunto, anzi, sempre più diffuso anche in virtù di un presunto “sdoganamento” storico. In Gran Bretagna c’è un’asta online dai contenuti inequivocabili: il Naz-Ebay, che propina cimeli nazisti di ogni sorta. Pochi giorni fa la cantante newyorchese Dionna Dal Monte, al festival Summer Jamboree di Senigallia, si è presentata su un palco con simboli nazisti tatuati sul corpo.

E tornando in Toscana: alcune svastiche sono state disegnate pochi giorni fa sui muri lungo una via che porta a Sant’Anna di Stazzema, nell’anniversario dell’eccidio. E a febbraio scorso anche a Grosseto due svastiche disegnate con lo spray apparvero di fronte al Cassero.

Gloria Faragli, direttore di Confesercenti Grosseto, sui simboli hitleriani venduti al banco di Marina di Grosseto stempera: «Un antiquario - dice - ovviamente un oggetto così può averlo, perché storicamente il nazismo è esistito. È chiaro che sta al singolo attribuirgli il valore che preferisce...». Dunque commerciante assolto, anche perché - precisa - il caso di Stazzema ha assunto il significato dell’oltraggio, mentre «qui non c’è niente del genere».

Di tutt’altro parere Elena Servi, ultima esponente della comunità ebraica pitiglianese: «Non potete pensare che questa roba qua mi faccia piacere - sbotta - Purtroppo il mondo è pieno di queste cose che si vendono ovunque, su Facebook, nelle aste e nei mercatini. Di nostalgici il mondo è pieno e le destre filonaziste e xenofobe, anche europee, sono rappresentate nei Governi. Mi fa piacere che quel signore sia rimasto irritato, e se posso essere ottimista, vorrei pensare a questo: che se queste svastiche sono state messe in vendita al mercato, magari qualcuno non le voleva più».

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