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Ormeggi sociali, flop di domande

Bando lampo per l’assegnazione dei posti barca: solo 37 richieste

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ORBETELLO. Il diportismo sociale in Costa d’Argento non smette di innescare polemiche ogni volta che si prende una decisione.

Martedì scorso sono scaduti i termini di presentazione del bando “lampo”, pubblicato il 6 agosto dal Comune di Orbetello e con cui si invitava i diportisti interessati a fare domanda per l’assegnazione dei posti barca nel canale di Santa Liberata e nella controfossa dell’Albegna.

Ebbene, il risultato è risultato essere un boicottaggio quasi totale degli appassionati, e che getta nuove ombre sull’efficacia dell’ultima scelta della giunta Paffetti di concedere per tre anni i posti barca dietro il pagamento di un canone annuo stabilito in base all’Isee. Rispetto al passato, quando si registravano circa 250 domande di diportisti del Comune di Orbetello e del Monte argentario, questa volta si sono ottenute solo 37 domande degli orbetellani, 10 degli argentarini e 1 dei non residenti.

A comunicarlo è stata proprio l’Ado, l’associazione dei diportisti lagunari che si era riunita qualche giorno fa per discutere la questione. Le questioni maggiori riguardavano il fatto che, a stagione inoltrata, l’amministrazione lagunare richiedeva il pagamento del prezzo pieno annuo oltre a richiedere una serie di documentazioni che in pochi giorni non erano facilmente raccoglibili. Il tutto unito al fatto che chi era interessato a uscire in barca si era già rivolto a ormeggiatori privati o ai posti comunali di Monte Argentario, già attivi e regolamentati da inizio anno. Per la foce dell’Albegna, pur in assenza di numeri ufficiali, sembrerebbe che ci sia stata anche qui una gran diminuzione con pochissime domande presentate, anche perché la stagione sul fiume si dovrebbe concludere al 30 ottobre. Con tale situazione l’opposizione politica lagunare trova subito terreno fertile.

«L’ultimo anno in cui tutto è avvenuto tranquillamente - dice il leader di Oltre il Polo, Andrea Casamenti - è stata la stagione estiva 2011 grazie all’ordinanza in materia di ormeggio provvisorio del sindaco Matteoli. L’anno scorso è stato il caos assoluto con le barche messe in acqua dopo Ferragosto, un sequestro probatorio dei pontili nell’inverno e ora questa vicenda che va assumendo aspetti paradossali. Sarebbe bastato alla giunta Paffetti attuare quanto previsto nel regolamento urbanistico approvato con delibera di consiglio comunale a marzo 2011, che prevedeva in maniera definitiva la riqualificazione degli spazi a terra e degli specchi d’acqua a uso ormeggio in Santa Liberata. Sono un lontano e triste ricordo quelle 250-280 barche ormeggiate un tempo: gli amanti della piccola nautica da diporto sono stati scoraggiati da questa vicenda che va avanti da due anni».

Sabino Zuppa

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