Meteo
Cianchi (Wwf): «Sbagliato togliere il sottobosco, sì alla macchia»
«È una sciocchezza trasformare la pineta in uno sterile bosco di pini. Il sottobosco non è un innesco per gli incendi: bastano gli aghi ad alimentare il fuoco. Bisognerebbe semmai pensare a piantare...
«È una sciocchezza trasformare la pineta in uno sterile bosco di pini. Il sottobosco non è un innesco per gli incendi: bastano gli aghi ad alimentare il fuoco. Bisognerebbe semmai pensare a piantare anche delle querce da sughero frammiste ai pini». Non è una provocazione ma la proposta, serissima, del Wwf. Che, per voce del responsabile dell’Oasi di Orbetello, Fabio Cianchi, avanza la sua proposta, assai diversa dagli sforzi intrapresi – e tuttora in corso – dagli enti locali. «Aver creato un ambiente monospecifico di pino è una cosa anomala – spiega Cianchi – un errore storico, ma è sbagliato dare la colpa degli incendi al sottobosco. Semmai quello aiuta a mantenere l’umidità. È chiaro che poi si possono lasciare protezioni, corridoi e quanto serve ad eventuali interventi di soccorso». Il problema, spiega Cianchi, è quando qualcuno appicca il fuoco, c’è poco da fare. «Il massimo sarebbe avere più sorveglianza e un maggiore senso civico – spiega Cianchi – mentre il dramma maggiore è che si vorrebbe trasformare questo ecosistema in un ambiente “sterile”. Quando c’è un incendio, i pini bruciano integralmente e muoiono. La macchia mediterranea, invece, sa adattarsi a questi eventi e anche se viene divorata dal fuoco, le sue radici tengono». (f.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google