Il Tirreno

Grosseto

«Chi parla di E-Life s’informi sui progetti»

di Enrico Pizzi
«Chi parla di E-Life s’informi sui progetti»

Marco Simiani replica alle accuse dell’onorevole Sani sull’affare dei mezzi elettrici made in Cina

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GROSSETO. Non vuole alimentare la polemica, ma il presidente della Rama, il renziano Marco Simiani, respinge le accuse che sono state mosse dal parlamentare del Pd Luca Sani nei confronti del progetto E-Life che Simiani in persona ha fortemente voluto.

Da due anni a questa parte la Rama, con la benedizione degli enti soci _ Provincia e Comune di Grosseto _ e della Regione, si è buttata nell’affare degli autobus elettrici prodotti in Cina, da reingegnerizzare e adattare alle normative europee e da commercializzare in tutta Europa. Un’operazione industriale e commerciale messa in piedi da una società a capitale pubblico ed è questo che, in primo luogo, Sani ha contestato, mentre un autobus, il primo importato, da tre mesi è in servizio per le strade di Grosseto.

«Le dichiarazioni si possono anche fare _ dice Simiani _ ma bisogna conoscere bene i progetti prima di parlare. Questo progetto è sano economicamente perché la vendita del bus ha già ricoperto i costi dell’intero progetto».

Ma c’è di più, perché come ha deciso l’assemblea dei soci di E-Life, è partito il percorso di privatizzazione della società. «Abbiamo fatto una gara – spiega Simiani _ mettendo in vendita l’80% del capitale sociale e l’azienda Prosperi, che ha presentato un progetto eccezionale,ha acquistato il 49%. Il business plan prevede la sede legale a Grosseto e se se ci sarà un’iniziativa industriale, sarà fatta a Grosseto e saranno assunte solo persone della provincia di Grosseto. L’azienda pubblica _ dice Simiani _ ha solamente portato avanti un progetto che può cambiare le sorti della mobilità elettrica non solo a Grosseto, ma in gran parte della Toscana, dell’Italia e dell’Europa, perché questo mezzo oggi è l’unico da 12 metri ad avere un'autonomia di oltre 200 chilometri».

Simiani risponde anche sulla questione, sollevata sempre da Sani, della situazione debitoria di Rama, e al timore che il debito di Rama ricada poi sugli enti pubblici soci. «Non scherziamo _ dice Simiani _ Rama è una società che vale oggi oltre 27 milioni di euro: ha, sì, un debito di quasi 8 milioni, ma perché ha fatto degli investimenti: in Tiemme, costata 5,5 milioni, ha acquistato depositi al Giglio e a Follonica, dove nel 2007 gli autobus erano parcheggiati nel parcheggio del distributore a Rondelli; ha acquistato il terreno a Valpiana e un terreno a Orbetello dove stiamo ultimando la progettazione e dove paghiamo 11mila euro al mese di affitto. Le azioni che sta facendo Rama sono azioni anche di risparmio per Tiemme, oltre che di arricchimento del proprio patrimonio».

Attacchi solo in chiave congressuale del Pd? «Non voglio fare polemiche _ dice Simiani _ sono presidente di un’azienda pubblica, ma faccio politica e in sede politica discuterò anche di questo». E poi l’altra accusa, quella di operare con i cinesi, mentre in Italia molte aziende chiudono. «Come diceva l’onorevole Sani, ci sono aziende del settore che chiudono, ma con questa tecnologia cinese, e con Breda Menarini, l’unica azienda rimasta a fabbricare autobus elettrici, abbiamo fatto un accordo non solo per la reingegnerizzazione dei mezzi, non solo degli autobus, ma anche per la commercializzazione e la manutenzione in tutta Europa: noi così aiutiamo le aziende italiane, non le mettiamo da parte».

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