Il presidio
«Rifare l’intera rete costa 200 milioni»
GROSSETO. Vigilia di Ferragosto: l’ex presidente di Acquedotto del Fiora Claudio Ceroni, consegna al nuovo vertice Tiberio Tiberi oltre che un’azienda in piena salute, anche i grattacapi di mezza...
GROSSETO. Vigilia di Ferragosto: l’ex presidente di Acquedotto del Fiora Claudio Ceroni, consegna al nuovo vertice Tiberio Tiberi oltre che un’azienda in piena salute, anche i grattacapi di mezza estate.
Si è rotta, infatti, attorno alle 2 di martedì, la dorsale nel territorio di Semproniano: «Un problema di tante estati», rammenta Ceroni. «Il terreno argilloso col sole si disidrata e storce il tubo che poi si rompe».
La responsabilità di 24 comuni rimasti a secco sta nelle tubature, vecchie di decenni, ma soprattutto la colpa è del fatto che c’è un grande tubo con portata di 800 litri al secondo, la cosiddetta dorsale che all’altezza di Semproniano si ramifica in due parti a servire i due estremi della provincia e oltre, fino al Lazio.
«Se si rompe quello son dolori – dice Ceroni – e si mette in ginocchio un territorio ampio e difficoltoso. La riparazione, afferma il presidente Tiberi, è stata fatta stamani (mercoledì, ndc) alle 10, ma per ripristinare il tutto dovremo aspettare fino a giovedì mattina, quando pensiamo che l’acqua, da far defluire lentamente perché c’è pericolo di creare altre rotture, dopo aver riempito depositi ed cassoni, tornerà al suo flusso normale».
Intanto, per non creare disservizi e sofferenza negli utenti, ci sono stati molti punti presidiati dalle autobotti. «In tutto il territorio erano 11 – specifica Cristiano – il responsabile del servizio, con due postazioni fisse a Capalbio e una tra Marina e Principina, una a Magliano e altre che si sono mosse per dove c’era necessità. Il monitoraggio continua anche in nottata».
Tiberi chiarisce anche che i percorsi delle autobotti sono stati pianificati fin dalla mattina prestissimo: «Ho avvertito personalmente tutti i sindaci – spiega – e abbiamo approntato un piano di intervento prima per le case di riposo e i centri fragili e poi per ristoranti e alberghi. Purtroppo per rifare tutte le tubazioni occorrono 200 milioni di euro. Non ce li abbiamo e allora operiamo per segmenti. Già fatti lavori per 3 milioni di euro e lì le condotte non danno più problemi».
«Con questi lavori – aggiunge Ceroni – abbiamo recuperato 4 milioni di metri cubi di acqua e ridotto le perdite del 5-6 per cento. Ma abbiamo ancora un buon 40 per cento di perdite. Esempio eclatante di interventi positivi è stato Monte Argentario, dove a fronte di 70 giorni di mancanza di acqua, oggi le cannelle restano a secco solo poche ore all’anno».
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