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Petriolo, la chiesa gioiello abbandonata nel degrado
Raro esempio al mondo che contiene vasche termali, è saccheggiata e inagibile. Un’associazione lancia l’allarme
L’associazione Gli Amici dei Bagni del Petriolo lancia l’allarme: la chiesa che si trova nella valle del Petriolo, al confine tra le province di Grosseto e Siena, antichissima e raro esempio di chiesa con annesse vasche termali, versa nel più raccapricciante degrado, è stata ormai completamente depredata e vandalizzata e non è agibile. Tanto che stamani (14 agosto 2013) gli Amici dei Bagni del Petriolo insieme a Italia Nostra, che hanno organizzato una cerimonia per celebrare il 549º anniversario della morte di Enea Silvio Piccolomini, Papa Pio II (che qui veniva a curarsi la gotta), officiata dal parroco di Paganico e Pari, don Roberto Santi, dovranno restare fuori. Il proprietario – l’Unipol – non ha dato il permesso all’ingresso perché la chiesa è inagibile.
«Eppure la chiesa è sempre stata abbandonata. Fino a un mese fa qualcuno ci dormiva pure», spiega Carlo Giannarelli, anima degli Amici dei Bagni del Petriolo. L’associazione da tempo ha preso a cuore la causa e ha realizzato anche un fotoreportage visibile su Facebook. Le immagini parlano da sole: nelle vasche realizzate nel porticato della chiesa giacciono ancora i resti di giacigli e bivacchi; l’interno è spoglio e sudicio; i muri solcati da crepe profonde. «Dato che la chiesa è inaccessibile, le opere, di Roberto Dragoni e Michela Burracchi, saranno messe nella chiesa di Pari, in attesa della collocazione definitiva», spiega Giannarelli.
Una storia che grida vendetta ma che purtroppo non è che una fra le tante del Belpaese.
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