Il Tirreno

Grosseto

«Io sindaco? Per ora ho altro da fare»

di Emilio Guariglia
«Io sindaco? Per ora ho altro da fare»

Gianni Lamioni dopo il Grifone d’Oro: «Se avessi davvero ambizioni, sai quante opportunità diverse valuterei in politica...»

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GROSSETO. Presidente di Confartigianato, presidente della Camera di Commercio, consigliere di amministrazione all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e da un anno vicepresidente di Unioncamere nazionale: ma dove ancora vorrà arrivare, Gianni Lamioni, cinquant’anni appena compiuti e una lunga carriera in pectore?

Da tempo i bene informati assicurano che il prossimo obiettivo del presidente sia la politica, e in particolare nel 2015 quella candidatura a sindaco di Grosseto che _ chiusa l’era Bonifazi _ scompiglierebbe le carte in casa Pd. Per questo quando alla già ricca bacheca di Lamioni si è aggiunto pure il titolo di “grossetano dell’anno” _ il Grifone d’Oro consegnato sabato scorso in una gremitissima piazza Dante _ nei corridoi sono fiorite due ipotesi: c’è chi ha letto il premio come un segnale di sostegno alla discesa in campo; e chi invece ci ha visto una sorta di invito a fermarsi qui, tipo “prendi questo e accontentati”.

Chi ha ragione? «Nessuno», assicura da parte sua il diretto interessato. Per lui che vive del motto “la Maremma nel mondo, il mondo in Maremma” _spiega _ il Grifone d’Oro è un onore vero. E quella dedica emozionata al babbo che non c’è più, sul palco davanti a centinaia di persone, ne è testimonianza concreta. Per il resto, taglia corto, «ho altro da fare».

«Io lo interpreto banalmente come un premio al lavoro e all’impegno», dice Lamioni. «Alla passione. E lo vivo come uno sprone a proseguire con passione. Anche perché tanti mi dicono che questa mia passione per la Maremma è contagiosa».

C’è anche però chi in Maremma dice, più o meno sottovoce, che lei si fa bello spendendo e spandendo soldi non suoi, soldi pubblici.

«Per costoro ho una risposta semplice: il bilancio consuntivo 2012 della Camera di Commercio si è chiuso con un avanzo di esercizio di 300mila euro. Forse, al contrario, potevo spendere di più. Se poi il riferimento e al Maremma Wine & Food Shire, mi tocca ribadire che quell’operazione costa pochissimo ai grossetani: è infatti il progetto più finanziato dal fondo perequativo nazionale di Unioncamere tra quelli presentati dalle 105 camere italiane: 250mila euro, soldi che, se non ci fosse quel progetto, la Maremma non vedrebbe mai».

A proposito di Wine & Food Shire: la scommessa del centro storico, che all’inizio sembrava un azzardo, sembra aver influito non poco sulla decisione di darle il Grifone.

«La scelta del centro storico me la sono presa tutta. Prima dell’inaugurazione dissi pubblicamente che me ne assumevo tutte le responsabilità. La sfera di cristallo non l’avevo, anzi in quei giorni aleggiava pure l’incubo maltempo. È andata bene, ma ho la presunzione di pensare che questo riconoscimento non sia venuto solo per il successo del Wine Shire, ma sia il frutto di quel disegno che da anni perseguo per portare la Maremma nel mondo, per creare un brand, per favorire le aziende nell’internazionalizzazione e nell’export. Agroalimentare e turismo sono il nostro futuro, il Wine Shire è un tassello di questo mio disegno».

Solo suo?

«No. Condiviso al cento per cento con Leonardo Marras e la Provincia. E anche dall’amministrazione comunale, o quantomeno dal sindaco Bonifazi. Io però ho la presunzione di pensare di essere stato il primo a dire “questa è la strada”».

Ma non è che questa “missione” la distrae da altri impegni? C’è chi dubita, per esempio, della costruzione della nuova sede della Cciaa all’ex Foro Boario, annunciata da anni.

«Nessuna distrazione. Noi siamo pronti, attendiamo il via libera da Roma che aveva chiesto un supplemento di informazioni dopo l’entrata in vigore delle nuove normative che vincolano gli enti pubblici sugli investimenti strutturali. La nuova sede si farà, presto. Ma se la provocazione e questa, sai quante cose vorrei fare e non posso? Decine, tutte nello stesso disegno».

E il sindaco di Grosseto, lo vuole fare davvero?

«Il mondo è cambiato. Oggi in politica è già difficile prevedere cosa accadrà da qui a tre mesi, figuriamoci fra tre anni. Se poi davvero fossi così ambizioso e interessato alla politica, da qui a tre anni hai voglia di occasioni, a cominciare dal Parlamento. Ma c’è una domanda che pochi sembrano farsi: e se io stessi bene dove sto? Ricordo che sono vicepresidente nazionale di Unioncamere, e non sono così convinto che altri ruoli siano altrettanto gratificanti. I “rosiconi” però sono tanti e sempre lì: uno s’impegna e ci mette l’anima, e invece quelli dicono “eh, lo fa perché in realtà vuole...”».

Tra un sindaco e un presidente camerale, però, conta di più...

«Un sindaco, è ovvio. Tuttavia un presidente camerale ha poteri e influenze su un intero territorio provinciale, che il sindaco non ha. In ogni caso a me questi ragionamenti non piacciono. Il sindaco, a Grosseto come ovunque, non lo decidono più quattro persone a tavolino. Lo scelgono i cittadini».

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