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Il gip: «Non è credibile la tesi della legittima difesa»

GROSSETO. La parziale confessione di Mirko Fiorini fa venire meno il pericolo di fuga ipotizzato prima dell’udienza di convalida del fermo dal pm Giuseppe Coniglio, che aveva sottolineato l’estrema...

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GROSSETO. La parziale confessione di Mirko Fiorini fa venire meno il pericolo di fuga ipotizzato prima dell’udienza di convalida del fermo dal pm Giuseppe Coniglio, che aveva sottolineato l’estrema gravità del fatto, l’allontanamento dal luogo del delitto, la giovane età, le contraddizioni emerse nel suo racconto. Ma sussistono altre esigenze cautelari, legate alle indagini in corso su vari aspetti, compresi quelli della droga; e comunque il grossetano 21enne non ha un lavoro. E la tesi della legittima difesa «non è credibile».

Sono queste alcune delle considerazioni che hanno indotto il gip Marco Bililsari a convalidare il fermo («sussistono gravi indizi») e a disporre la detenzione in carcere, misura cui il difensore Emiliano Goracci non si era opposto. Il giudice si è basato anche sulle dichiarazioni dell’indagato, che ha ammesso di aver colpito con un coltello non suo dopo essere stato aggredito. Un’aggressione che gli aveva causato leggere ferite a due dita della mano, fasciate separatamente nel corso della medicazione al pronto soccorso, dove era stato poi raggiunto dai carabinieri. Ma quelle ferite, nota il giudice, non possono essere state l’origine delle vaste macchie di sangue che Fiorini aveva sugli indumenti con i quali si era presentato al pronto soccorso. (p.s.)

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