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Grosseto

«Così ostacolano il compratore». La replica: «Bisogna tutelarsi»

«Un compratore c’è ed è disposto a finirele rta e l’albergo. Ma il Comune chiede uno sproposito per le urbanizzazioni». La racconta così l’ex capocantiere Mario Bellotto, 71 anni, la storia delle...

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«Un compratore c’è ed è disposto a finirele rta e l’albergo. Ma il Comune chiede uno sproposito per le urbanizzazioni». La racconta così l’ex capocantiere Mario Bellotto, 71 anni, la storia delle Valentine. Bellotto, balzato alle cronache l’anno scorso per essere andato a vivere su una capanna su un albero, ormai alle Valentine non ci lavora più. Ma per un ex capocantiere vedere le costruzioni a metà è un pugno nello stomaco. E così si è dato da fare e ha individuato una società, «che al momento – spiega – vuole rimanere anonima», disposta a completare i lavori. «Il Comune però – spiega Bellotto – ha risposto che la ditta si deve accollare anche l’urbanizzazione. La società sarebbe disponibile ad anticipare i soldi, ma il Comune poi glieli dovrebbe restituire una volta incassata la fidejussione. Ma il Comune ha detto di no perché non si sa come andrà a finire la causa». Per Bellotto si rischia di perdere un’occasione. E di cancellare decine di metri cubi di potenziali costruzioni dalle Valentine. Molti potranno gioire: evitare una colata di cemento in una delle zone più belle del circondario è l’obiettivo di chi crede che la lottizzazione sia l’ennesima violenza a un territorio di rara bellezza. Ma sarebbe una vittoria di Pirro: quelle cubature, infatti, possono essere “spostate” per costruire altrove. E con l’altolà della Regione a nuovo consumo di suolo, c’è da credere che quel “bottino” di cubature faccia gola a molti. Secca la replica del sindaco Sabrina Cavezzini. «Il cantiere è una situazione privata di una società fallita», spiega il primo cittadino. «Ci sono delle convenzioni stipulate a suo tempo tra Comune e Le Valentine in cui la società si impegnava a fare le opere di urbanizzazione. Poiché l’urbanizzazione non è stata portata avanti, la convenzione non è stata rispettata. Quanto alla polizza fidejussoria, di oltre un milione e 50mila euro, non ci è stata pagata ed è stata la mia amministrazione a prendere in mano la situazione e ricorrere alle vie legali. È ovvio che il Comune debba chiedere una garanzia al futuro compratore. Ma se un acquirente si trova (e al momento non ci sono richieste ufficiali, ndr) si dovrà interfacciare col tribunale che cura il fallimento, non con il Comune. Noi chiediamo solo che si faccia l’urbanizzazione: chiunque subentra dovrà sobbarcarsi questo onere». (f.f.)

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