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Ucciso a coltellate, interrogatorio di garanzia per il giovane fermato
Mirko Fiorini, grossetano di 21 anni, nega ogni coinvolgimento nell’omicidio di Kuko Klevis, 28 anni. Ma per la Procura nei suoi confronti ci sono indizi “univoci e concordanti”
GROSSETO. Continua a negare ogni coinvolgimento Mirko Fiorini, il 21enne grossetano fermato domenica sera dai carabinieri con l'accusa di omicidio volontario nei confronti di Kuko Klevis, il 28enne albanese, ucciso con almeno dieci coltellate alla schiena e alla gola intorno alle 4,30 nella notte tra domenica e lunedì nella zona industriale nord del capoluogo maremmano.
E' quanto emerge poco prima dell'inizio dell'interrogatorio di garanzia: Fiorini, accompagnato dal suo legale, sarà interrogato dal pm Giuseppe Coniglio e dal giudice per le indagini preliminari. Ci sarebbe una storia di droga e spaccio dietro il delitto. Almeno è questo quello che hanno ricostruito i carabinieri del nucleo investigativo di Grosseto che hanno stretto il cerchio fin dalle prime ore della mattina quando cinque persone sono state convocate in piazza Lamarmora. Indizi "univoci e concordanti" che hanno portato al fermo di indiziato di delitto emesso dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio dopo gli accertamenti dei carabinieri.
Mirko Fiorini (nella foto) era una delle cinque persone sentite in caserma ma immediatamente i sospetti si erano indirizzati verso di lui anche perché, intorno alle 7 di mattina, era andato al pronto soccorso del Misericordia a farsi curare alcune ferite da taglio alle mani.
Ma non solo. Fiorini aveva del sangue sugli abiti e anche sulle chiavi che sono state ritrovate nell'auto dell'amico che lo ha accompagnato all'ospedale. Tracce ematiche sono state trovate anche sul suo scooter, lasciato poco lontano dal luogo del delitto. Fiorini, durante l'interrogatorio in caserma, ha sempre negato e ha giustificato le ferite alle mani come residuo di un litigio con alcuni ragazzi che volevano rubargli il motorino. Al vaglio degli inquirenti, comunque, anche i video delle telecamere di sicurezza del capannone del Coseca, l'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti e che si trova poco distante.
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