Il presidio
Una bici bianca sul luogo della tragedia
«Troppi morti». Gesto simbolico dei ciclisti, domani davanti al parco di via Giotto, in segno di lutto
GROSSETO. Il mondo del ciclismo si mobilita per scongiurare altre morti. Una bici bianca sarà collocata a Grosseto nel luogo dell’incidente mortale, in viale della Repubblica, a perenne memoria della tragedia. Tantissimi i progetti sono in corso d’opera per assicurare più sicurezza a questo mondo ricchissimo ma che resta nell’ombra. Angelo Fedi, presidente di Grosseto ciclabile, chiama a raccolta i ciclisti (iscritti e simpatizzanti).
«Agosto - dice - si è presentato nel peggiore dei modi per quanto riguarda la mobilità ciclistica nella nostra città. Ben due incidenti mortali sono capitati nel giro di tre giorni nella zona di via della Repubblica e all’incrocio con via Arcidosso. Un’area altamente frequentata da persone di tutte le età, e alquanto transitata in bicicletta per più fattori: la presenza del parco di via Giotto e di una casetta dell’acqua, l'avvio del percorso per Marina, del percorso ciclabile Grosseto est, il traffico del quartiere Gorarella». Una zona dove già in passato era successo un incidente mortale; «da allora non abbiamo mai mancato occasione per rilanciare le nostre opinioni sul problema sicurezza», e non solo per i ciclisti ma anche per i pedoni. Ora gli ultimi due incidenti mortali forniscono un’occasione purtroppo importante per infondere un nuovo pressing alle istituzioni, «attraverso l’adesione a campagne nazionali per l'introduzione di limiti di velocità più restrittivi per le auto ma salutari per ciclisti e pedoni, l’estensione delle “zone 30”, la messa in sicurezza degli attraversamenti e soprattutto campagne di sensibilizzazione a comportamenti “civili” per tutti. In questo momento, ovviamente, il nostro pensiero va alle vittime di questi incidenti. Il nostro cordoglio ai familiari è unanime».
La bici bianca. Ed è proprio «in segno del nostro cordoglio che abbiamo deciso - annuncia Fedi - di porre una bicicletta bianca, simbolo riconosciuto in tutta Europa a ricordo delle vittime di incidenti in bici, sul luogo di uno dei due incidenti». Quasi certamente la scelta cadrà sul punto (sulle strisce) in cui è stato travolto l’anziano di 82 anni, davanti al parco di via Giotto. L’appuntamento è domani pomeriggio: Grosseto ciclabile e Legambiente avevano preparato un’iniziativa congiunta sulla mobilità, che ora prenderà questa “piega”. Alle 16 il ritrovo della ciclopasseggiata è in piazzale Zuppardo (parcheggio del velodromo, iscrizione obbligatoria, info ai numeri 329 2157746 o Legambiente, 0564 487711; e sulla pagina Fb di Grossetociclabile). Alle 16,30 la bici bianca sarà collocata nel punto della morte. «Sarà un modo per sensibilizzare sul tema della sicurezza». La convinzione di fondo è che i ciclisti non godono di alcuna considerazione. Eppure i progetti ci sono eccome.
L’ufficio mobilità. Tra le varie cose Fiab Grosseto ciclabile ha proposto al Comune la creazione di un ufficio mobilità ciclabile. L’ufficio non vuol avere funzioni tecniche di pianificazione o progettazione, ma si candida come soggetto di supporto e consulenza per servizi, manutenzione, comunicazione e interfaccia con i cittadini; per ricordare le azioni utili, favorire l’uso futuro della bicicletta e proporre soluzioni sul fronte della sicurezza. Potrebbe essere una svolta, per un settore che a Grosseto sta prendendo sempre più campo.
Un boom. I dati registrati durante le ultime edizioni del “Giretto d'Italia” (manifestazione organizzata da Legambiente e Fiab) parlano infatti chiaro e mostrano un trend di crescita. Se nel 2011, in sole due ore dalle 7,30 alle 9,30, si contarono 1099 biciclette di passaggio ai tre check point in città, nel 2013 ne sono state registrate 1466. Un aumento di 367 ciclisti. «Non saranno i numeri delle città del nord - dice Fedi - ma la crescita è incoraggiante». La crisi economica che l’Italia sta vivendo, con la necessità di risparmio dei cittadini sul costo della benzina o di gestione dell’auto, «può essere vista come un’opportunità per indurre un cambiamento delle abitudini…». Un cambiamento sul quale siamo in ritardo: al boom non ha mai fatto seguito un adeguamento dei servizi. Nel 2012 a Grosseto si sono registrati 70 incidenti, che hanno coinvolto ciclisti. E ora i dati stanno crescendo.
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