Il presidio
«Siamo l’ultima ruota del carro»
La rabbia di Rustici (Vita): la campagna è al livello dell’elemosina
ALBINIA. Giuseppe Rustici è l’imprenditore agricolo di Albinia che nella sua azienda-modello strappata al fango dell’alluvione ha ospitato l’evento di ieri di Festambiente.
Rustici è anche presidente di Vita, l’associazione di volontari nata all’indomani dell’alluvione per fare da ponte tra le famiglie e le istituzioni e dare il suo contributo alla gara di solidarietà per gli alluvionati che ha rappresentato il lato buono e virtuoso di questo evento tragico, o come è stato ricordato anche ieri, «il bene nato dal male». «La priorità di questo territorio è la sicurezza idraulica – puntualizza Rustici - Per poter pensare alla ricostruzione bisogna garantire che un evento del genere non accada mai più. Per quanto riguarda invece la partita degli aiuti è purtroppo evidente che anche in questo caso il settore agricolo è l’ultima ruota del carro. Siamo al livello di elemosine per le nostre aziende». Gli scenari, anche per le strutture che finora si sono rimboccate le maniche e hanno fatto fronte al post emergenza, sono bui. «Nella mia azienda ho 16 dipendenti – dice Rustici – Che cosa succederà nei prossimi mesi? L’emergenza alluvione rischia di diventare un dramma sociale di cui poi tutta la collettività si dovrà fare carico. Come spirito noi imprenditori ci siamo, ora ci serve l’ossigeno per andare avanti». Un grido d’allarme forte raccolto subito dalle autorità presenti. «A nove mesi dall’alluvione la situazione è bloccata - spiega l’assessore provinciale Enzo Rossi – Serve un sostegno concreto e serio agli imprenditori agricoli ma c’è un vuoto normativo che impedisce di distribuire le poche risorse disponibili in occasione di eventi eccezionali. E poi servirebbe una gestione diversa di questo tipo di eventi. L’alluvione non è da meno del terremoto e non è giusto che in questo Paese esistano calamità di serie A e di serie B». «Dopo il dramma umano – sottolinea Luca Sani, presidente della commissione agricoltura della Camera – resta il problema delle aziende agricole ma per avere risposte sul rifinanziamento del fondo di solidarietà per le imprese agricole dobbiamo aspettare la legge di stabilità a ottobre. C’è però un’altra chance a settembre, quella che riguarda i 530 milioni di fondi comunitari per l’agricoltura che rischiano di tornare a Bruxelles perché alcune Regioni non li hanno saputi spendere. Dobbiamo trovare la strada perché quelle virtuose (come la Toscana, ndc.) possano beneficiarne». (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google