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Piccolo giallo in consiglio Slittano solo alcuni punti
Argentario, l’ultima seduta chiude tra i dubbi dell’opposizione: il rinvio richiesto prima è stato negato, poi è stato accordato ma in maniera parziale
MONTE ARGENTARIO. Lascia un piccolo giallo irrisolto l’ultima seduta del consiglio comunale del Monte Argentario di giovedì scorso quando, pur essendoci all’ordine del giorno 19 punti da discutere, alcuni sono stati rinviati alla prossima seduta di fine agosto, dopo alcune questioni tra maggioranza e opposizione.
A voler chiarire l’argomento è proprio il leader di Adesso il Futuro, Massimo Sandrelli, secondo il quale si rischia di non essere abbastanza chiari alla cittadinanza argentarina: «Ci siamo posti in maniera responsabile davanti a tutti i punti all’ordine del giorno dello scorso consiglio comunale - dice - Alcuni di quelli li conoscevamo e ne avevamo discusso abbondantemente nelle commissioni preconsiliari, ma in relazione a quelli più tecnici, di natura urbanistica o relativi a demolizioni e abusi edilizi, avevamo avuto i documenti solo due giorni prima, troppo pochi per poter prendere coscienza di argomenti così delicati. Per questo abbiamo chiesto alla maggioranza di rinviarli, perché una discussione politica su punti che in realtà sembravano più di competenza di atti dirigenziali presupponeva, secondo noi, un’analisi più particolare. Altrimenti avremmo abbandonato l’aula. Ma alla nostra richiesta Cerulli, dopo essersi riunito con la maggioranza, ci ha comunicato che sarebbero andati ancora avanti da soli».
Fin qui nulla di strano, ma succede poi che i punti più delicati, quelli relativi ad abusi edilizi, sono rinviati in un secondo momento dal sindaco, che di fatto ritorna sui suoi passi con l’apparente intenzione di coinvolgere l’opposizione: «Come mai questo ripensamento? Quando l’avevamo chiesto noi ci è stato risposto che andavano avanti da soli, poi però stranamente non li hanno votati – dice Sandrelli – e hanno voluto far passare la cosa come la volontà di affrontare insieme a noi questa posizione politica. Ma in realtà non penso che sia così: secondo me - ipotizza lui - ci dev’essere stato qualche “mal di pancia” al loro interno o qualche problema di astensione che potrebbe aver portato alla mancanza di numero legale, e che ha indotto Cerulli a tornare sui suoi passi».
Le prime sedute del consiglio argentarino annunciano, dunque, un dibattito molto più acceso del passato, anche perché la maggioranza ha già dovuto fare i conti con l’abbandono di un suo membro, l’ormai ex assessore Ballini. «Come avevamo già segnalato, queste dimissioni sono la dimostrazione che le scelte fatte dalla maggioranza sono state avventate. È strano che uno se ne vada dopo solo due mesi – insiste Sandrelli - inoltre ci sono un vicesindaco a termine e deleghe destinate a cambiare. Tutto fa pensare che Cerulli abbia voluto accontentare i partecipanti alla campagna elettorale, piuttosto che pensare al bene comune dell’Argentario».
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