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«Ciao Pietrino, resterai sempre con noi»
Migliaia al funerale del commercialista travolto e ucciso in bici: a celebrare la messa il vescovo Rodolfo Cetoloni
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Non è bastata la presenza del vescovo Rodolfo Cetoloni, appena arrivato in città, ad asciugare le lacrime del migliaio di persone che ieri pomeriggio hanno aspettato l’arrivo della bara di Pietro Magagnini, il commercialista di 46 anni morto due giorni fa dopo che un carroattrezzi lo aveva travolto in via della Repubblica. Non è bastata la tranquillità della chiesa di Santa Maria Goretti, non è bastato l’abbraccio dell’intero paese che da ieri mattina ha fatto la spola con l’obitorio per dare l’ultimo saluto a Pietro, ad alleviare, anche solo per alcuni minuti, il dolore per la morte dell’uomo. Non sono bastate le parole pronunciate durante la messa, celebrata dal vescovo, insieme a don Enzo e a don Gianni. E nemmeno quelle dei familiari, degli amici, dei vertici della Banca della Maremma, dei colleghi del commercialista, dei rappresentanti dell’Ordine dove era stato eletto soltanto a gennaio.
«Pietro non è andato via per sempre - ha letto l’amico Enrico Giovannelli sull’altare - è solo partito per un viaggio e sono sicuro che mi sarà sempre accanto». Il Pietro che riposava ieri in quella bara di legno chiara messa ai piedi dell’altare era il Pietro che si esaltava per un piatto di pasta al tonno e che si appassionava per la musica metal, per le ragazze e i gatti, per le parole che metteva una dietro l’altra nelle sue poesie e per quelle lette nei tanti libri di fantascienza. Lo stesso uomo che due mattine fa è salito in sella alla sua bicicletta per fare quella pedalata interrotta da un carroattrezzi che si è trovato sulla sua stessa strada, la strada dove è rimasta la sua vita.
Castiglione ieri era un paese a due velocità: il borgo dei turisti, di chi aveva voglia di far festa e tuffarsi nell’acqua cristallina nella quale spesso anche Pietro si è specchiato. E il paese che si stringe intorno a uno dei figli prediletti che ora non c’è più. Lasciando quel vuoto che nessuno riuscirà mai a colmare, se non grazie alle sue parole, alla sua musica e al ricordo di una persona straordinaria che se n’è andata troppo presto. (f.g.)
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