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«Pineta ancora a rischio un anno dopo l’incendio»
De Martis (Federconsumatori) segnala la mancanza di misure preventive «I Comuni obblighino i privati a intervenire per la sicurezza di tutti»
MARINA DI GROSSETO. «L'incendio di Marina dell'anno passato non ci ha insegnato nulla». Lo scrive Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori Grosseto, rivolgendosi alle istituzioni locali. «Nei giorni scorsi - racconta - ho partecipato a Tempio Pausania alla commemorazione di una tragedia nella quale il fuoco lasciò sul terreno ben nove morti e decine di feriti. Il tutto per una umana e criminale idiozia e contestuale assenza delle istituzioni. Oggi, a trent'anni di distanza dal disastro in Sardegna, il pensiero va all'incendio che, la scorsa estate, ha distrutto la pineta di Marina mettendo a rischio beni e vite umane. A me sembra che, come maremmani, poco abbiamo appreso da quella lezione».
«Oggi, un anno dopo - prosegue De Martis - chilometri e chilometri di pineta, ai bordi delle strade, rigurgitano di sterpaglie secche, il sottobosco appare curato solo lungo la carreggiata che divide Marina dall'entroterra. Oltre il confine del Comune di Grosseto la pineta e il sottobosco, sia verso Castiglione che a sud, restano un intricato e pericoloso insieme di materiali facilmente infiammabili. Non vi è, per esempio, una cessa antincendio o una strada che permetta, nel peggiore dei casi, di isolare il rogo».
Campeggi, tende, persone, veicoli sono accatastati sotto pinete che a De Martis appaiono poco curate e che potrebbero diventare una trappola mortale. «Dal Parco dell'Uccellina a Follonica è tutto un susseguirsi di situazioni che meriterebbero un serio monitoraggio e attenzione per una valutazione dell'esistenza o meno dei più elementari elementi di sicurezza e di prevenzione».
Nell'appello di Federconsumatori si chiede agli enti locali di mettere in campo azioni sinergiche e mirate per la prevenzione degli incendi. «E' meglio che assegnare, successivamente, medaglie ed encomi al valore civile».
De Martis infine non accetta che gli incendi vengano archiviati come episodi eccezionali. «Vivo qui da mezzo secolo e ho assistito a decine di incendi, da nord a sud della Provincia, che hanno devastato territori stupendi senza causare vittime solo per caso o perché le condizioni antropiche, gli insediamenti umani, erano diversi da quelli odierni. Adesso la sicurezza delle nostre pinete non è più esclusivamente un problema di difesa dell'ambiente, si tratta di salvaguardare vite umane».
«Credo infine - conclude - che i Comuni debbano obbligare i privati a compiere certi interventi perché non far nulla sarebbe un venir meno, per i privati, al dovere di non procurare danno a terzi, mentre per le autorità preposte sarebbe una colpevole rinuncia ai compiti di tutela della sicurezza e della vita della collettività».
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