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Nei guai la stalker dei rituali esoterici
Candele accese e pietre speciali: dovrà restare lontana 100 metri dall’imprenditore che un tempo l’aveva aiutata
MONTE ARGENTARIO. A un’occhiata superficiale, potrebbe sembrare una situazione classica, anche se a parti invertite rispetto alla “normalità” o comunque alla prevalenza statistica dei casi (cioè più maschi che femmine tra gli autori) che passano sul tavolo della Procura. Ma quelle candele trovate sui tavoli dell’uomo definito perseguitato e le dichiarazioni della donna sospettata conferiscono una sfumatura esoterica aggiuntiva all’ennesimo caso di stalking registrato in Maremma. Per la precisione all’Argentario.
Indagata dal pm D’Amelio una donna di 41 anni, originaria del Piemonte e adesso residente sul Promontorio dopo aver trascorso un periodo di tempo in Liguria. Una donna che ha qualche problema di salute, tanto da vedersi corrispondere una pensione di invalidità civile. Una donna che ha comunque una spiccata manualità e un pizzico di inventiva, se è vero che la sua passione è quella di fabbricare in modo artigianale collanine e braccialetti per poi rivenderli.
Adesso è indagata per stalking e per danneggiamenti per quanto avrebbe commesso ai danni di un imprenditore argentarino, dal quale da poco più di una settimana - dovrà stare distante almeno 100 metri. Così ha disposto il gip Montesarchio, che ieri ha ascoltato la donna nel corso dell’interrogatorio di garanzia, presente l’avvocato Amanda Paoletti.
«Lui è il mio punto di riferimento, il mio spirito guida», ha detto la donna al giudice, ricostruendo la storia di un’amicizia che secondo la Procura si è spinta oltre il lecito. Lei aveva conosciuto lui tempo fa: la donna era in difficoltà, lui le aveva dato una mano. Le cose si erano sistemate, lei non aveva dimenticato. Ma il suo modo di essere riconoscente, sempre che ne sia riconosciuta responsabile la donna, avrebbe travalicato i limiti. Lei ammette di nutrire un affetto speciale per lui. Ma nega di aver acceso di notte candele sui tavolini all’aperto dell’esercizio pubblico gestito dall’uomo, che al mattino ha ritrovato più volte i resti della cera ormai consumata, a conclusione di quello che pare indubbiamente uno strano rituale, che non può comunque non inquietare. Specie se vi si aggiungono riferimenti a certe pietre speciali e determinate dichiarazioni che individuano nell’uomo un punto di riferimento particolare. La questione delle candele configurerebbe l’ipotesi del danneggiamento.
Lui il problema l’ha già affrontato direttamente con lei, invitandola a cessare questi singolari rituali e a tenere un comportamento diverso, più distaccato. Lei al suo modo di vivere la propria affettività non vuole rinunciare ma all’imprenditore ha spiegato chiaro e tondo di non aver nulla a che fare con la cera. E l’ha ripetuto al giudice. Non ci sarebbero elementi contro di lei, anche se i carabinieri avrebbero visionato alcuni filmati registrati da telecamere di sorveglianza. Gli episodi delle candele sarebbero avvenuti in periodi non coperti dalle immagini.
Comunque stiano le cose, adesso la donna non potrà avvicinarsi a meno di 100 metri, salvo che il gip non decida di accogliere la richiesta difensiva di revoca della misura. Lei, per ora, dovrà restare a distanza.
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