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Muore travolto sulla bici
Pietro Magagnini, commercialista di 46 anni, è stato investito da un carroattrezzi
GROSSETO. È stato poco il tempo rimasto ai soccorritori del 118 per vedere gli occhi di quell’uomo che stava muorendo sull’asfalto che ancora, ieri mattina, non era diventato rovente. Una manciata di minuti ha strappato alla vita Pietro Magagnini, 46 anni, commercialista originario di Castiglione della Pescaia. Altri minuti, lunghi come un’eternità, hanno invece accarezzato quel corpo rimasto a terra in via della Repubblica, sulla strada che porta all’Oliveto. La sua immobilità era il contraltare della disperazione dell’uomo che era alla guida del carroattrezzi e che fino all’ultimo ha tentato disperatamente di evitare l’impatto con quel ciclista che aveva quasi attraversato la strada.
L’autista del carroattrezzi, ieri mattina alle 7.30 avrebbe dovuto essere a Marina di Grosseto per rimuovere alcune auto. La città si stava svegliando con diversi gradi in meno, senza il caldo afoso dei giorni passati. Poteva essere una giornata come tante, quella di ieri. Anche per Pietro Magagnini, che come faceva da un po’ di tempo, ogni mattina si alzava alle 6.30 e da casa sua, in centro, andava a fare un giro in mountain bike. Gli avevano scoperto il diabete da un po’ di tempo e il medico gli aveva consigliato di pedalare.
Il commercialista, in sella alla sua bici, aveva quasi finito di attraversare la strada. Il quarantenne che era alla guida del carroattrezzi lo ha visto quando era ormai troppo tardi. Ha sterzato e ha frenato. Per terra è rimasta una frenata come una lingua lunga 42 metri. Ma la parte sinistra del furgone non si era spostata quanto il suo conducente sperava. Magagnini è finito a terra ed è morto pochi minuti dopo. Nonostante l’arrivo dei sanitari del 118, nonostante le grida disperate dell’uomo che era sul carroattrezzi. Nonostante l’incredulità di chi ha visto quella bicicletta per terra, scaraventata distante dal corpo del commercialista.
In quel momento, la città si sta svegliando e gli uomini della polizia municipale cominciano subito con i rilievi dell’incidente, sui quali non è ancora stata scritta la parola fine. Ci sono anche i vigili del fuoco che transennano la zona e chiudono la strada per alcune ore. Prima ancora che la salma di Magagnini venga portata all’obitorio del Misericordia, la notizia della morte del commercialista comincia a fare il giro della città e arriva fino a Castiglione dove l’uomo mandava avanti lo studio fondato da suo padre Angelo.
L’ultimo dono d’amore del quarantaseienne che amava l’heavy metal e che da ragazzo suonava il basso in un gruppo, è stata la donazione degli organi, autorizzata ieri pomeriggio. Un dono che tutti quelli che lo conoscevano si sarebbero aspettati da lui e dai suoi familiari. Dalla moglie Stefania, dai genitori Angelo e Ebe e le sorelle Francesca e Bianca. Un gesto che non ha certo cancellato le lacrime dagli occhi degli amici e dei colleghi: Pietro Magagnini era infatti nel collegio sindacale dei revisori dei conti della Banca della Maremma e a gennaio era stato eletto nel consiglio dell’Ordine dei commercialisti di Grosseto. Giacche doppiopetto e abiti interi gessati. Uomini tutti d’un pezzo abituati ad avere a che fare con i numeri, non con la morte. Uomini e donne che ieri sono stati costretti a fare i conti con la perdita di un amico.
«Di una persona speciale - dice il collega Gianluca Ancarani - che ci sapeva sempre stupire per la sua grande umanità e per le sue spiccate capacità». Non soltanto professionali. Pietro maneggiava numeri ma sapeva giocare anche con le parole. Scriveva poesie e aveva anche vinto qualche premio. «In qualunque cosa dovesse impegnarsi - aggiunge Ancarani - lo faceva sempre con il sorriso sulle labbra». E sarà il sorriso, a mancare a tutti. Questa mattina, l’azienda funebre Zazzeri trasferirà la salma di Pietro all’obitorio di Castiglione. Poi, alle 17, si svolgeranno i funerali nella chiesa di Santa Maria Goretti.
@francegori
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