Il Tirreno

Grosseto

Acqua nel serbatoio, ruota bucata e pedinamenti continui

Storia bella ma tormentata, quella tra un giovane tunisino e una ragazza dell’Amiata. Una storia lunga: lui ha ancora le foto con lei in Tunisia, quando l’aveva anche fatta conoscere ai genitori. Una...

2 MINUTI DI LETTURA





Storia bella ma tormentata, quella tra un giovane tunisino e una ragazza dell’Amiata. Una storia lunga: lui ha ancora le foto con lei in Tunisia, quando l’aveva anche fatta conoscere ai genitori. Una storia interrotta ufficialmente alla fine dell’anno scorso ma che avrebbe avuto dei ritorni di fiamma burrascosi. Lui dice che è soltanto gelosia da parte della ragazza, poiché lo straniero adesso vive da qualche tempo con un’altra donna. E nega di aver perseguitata la ex. Lei invece parla di stalking vero e proprio. Ed è questa l’ipotesi di accusa che il pm Navarro ha mosso nei confronti di questo ragazzo di 34 anni, operaio agricolo incensurato, che adesso il gip Montesarchio ha costretto a stare ad almeno 100 metri dalla vittima, una trentenne. Un problema nel problema, poiché i due lavorano nella stessa azienda. Il difensore, l’avvocato Sebastiano Sani, che ha assistito all’interrogatorio di garanzia in cui l’indagato ha risposto alle domande, preannuncia l’intenzione di chiedere quantomeno al datore di lavoro di destinare i due a zone diverse.

La querela della ragazza risale al giugno scorso. Ai carabinieri aveva raccontato di essere stata schiaffeggiata in auto dal suo ex e aveva presentato il referto del pronto soccorso che aveva certificato le lesioni subite e la loro entità. Ma dall’inizio di quest’anno gli episodi sarebbero stati numerosi. Non solo i classici sms ma anche i pedinamenti: «Vado al ristorante e compare lui, vado al bar ed entra lui, vado alla festa e guarda chi c’è...». Le amiche della ragazza, sentite dai carabinieri, avevano confermato le presenze insistenti. E anche di essere state seguite, con la ex a bordo, dall’auto del giovane operaio. Due episodi più gravi non avevano avuto invece testimoni ma erano stati riscontrati dai carabinieri: in un’occasione, la ragazza aveva trovato bucata la ruota della sua auto; in un’altra, aveva trovato acqua nel serbatoio della benzina. Non ci sono prove né testimonianze che l’autore sia stato il presunto stalker ma a insospettire gli inquirenti era stato il fatto che, in entrambe le occasioni, il giovane aveva contattato la ragazza chiedendole se avesse avuto bisogno di assistenza. E lei, nota la difesa, aveva comunque risposto sì.

Nulla è stato a lui sequestrato nella perquisizione domiciliare di qualche giorno fa. (p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera