Il Tirreno

Grosseto

Poveri, l’impegno non va in ferie

di Sara Landi

Comune e associazioni seguono i bisognosi: nel 2012 quasi 7mila persone hanno chiesto aiuto

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. L’attenzione verso le povertà e il disagio sociale in città non vanno in vacanza. Ieri il sindaco Emilio Bonifazi e il direttore del Coeso Fabrizio Boldrini hanno fatto il punto sulla rete dei servizi e dei progetti attivati. Con una certezza: il Comune ha mantenuto inalterato anche quest’anno il suo stanziamento per il sociale, pari a circa sei milioni di euro in servizi sociali e socioassistenziali. Sono questi fondi il “motore” di un sistema integrato della solidarietà che vede in prima linea il Comune e il Coeso con il supporto delle associazioni di volontariato (Caritas, Ceis, Querce di Mamre, Ronda della carità, Anteas) e del terzo settore, attraverso le cooperative di tipo B riunite nel consorzio Cointeso. Un ruolo, quello del terzo settore, «sussidiario e non sostitutivo rispetto a ciò che fa il pubblico – precisa il sindaco – e garantendo comunque professionalità e qualità». «Dallo Stato per il sociale non arriva più neanche un euro – sottolinea il direttore del Coeso Boldrini – dalle Regioni pochissimo. Comune e Asl sono gli unici a non arretrare nell’impegno ma se aumentano i bisogni e non le risorse ecco che le stesse risorse di prima vanno usate nel modo migliore possibile, con appropriatezza e con l’integrazione dei servizi. In altre parole o si fa da noi o si sostiene chi fa al posto nostro, dal volontariato al terzo settore». Per quanto riguarda i numeri nel 2012 sono stati 6757 le persone che hanno usufruito di servizi socioassistenziali di qualunque natura nel nostro Comune. Poche decine sono le persone che si trovano però in condizioni di povertà estrema (senza fissa dimora), mentre per tutte le altre il disagio sociale si modula in forme che vanno dall’emergenza abitativa alle dipendenze da sostanze. «Più spesso – dice Boldrini – l’approccio alle singole situazioni è multiprofessionale perché cittadini in difficoltà che si presentano ai servizi non hanno un problema unico e definito, ma hanno diversi problemi sociali e sanitari ed esprimono diversi bisogni». E sempre dallo studio dei bisogni e dalla necessità di massimizzare i risultati con le risorse disponibili nascono anche progetti nuovi come quello portato avanti dal Coeso con l’Epg per una migliore gestione del patrimonio degli alloggi pubblici. «Può capitare che un anziano si ritrovi a vivere da solo in una casa popolare di 90 metri quadrati – spiega Boldrini – Non è giusto sradicarlo dal suo ambiente ma magari si può studiare una coabitazione con un’altra persona che in cambio dell’ospitalità può fare compagnia o assistenza. Può essere un modo per alleggerire le liste di attesa di alloggi e al tempo stesso dare risposta a un bisogno assistenziale». Tra gli strumenti di contrasto alla povertà e al disagio oltre ai servizi sociali sono previste anche erogazioni di contributi economici ma su questo punto Boldrini osserva: «È sempre preferibile intervenire nelle situazioni quando sono ancora border line. È meglio per esempio che una famiglia ci chieda aiuto perché ha bisogno di una mano per pagare l’affitto piuttosto che dover poi gestire l’emergenza di una famiglia sfrattata che si ritrova sulla strada».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web