Il Tirreno

Grosseto

«Nessun complotto» Il segretario Panfi respinge i sospetti

di Enrico Pizzi
«Nessun complotto» Il segretario Panfi respinge i sospetti

«Le nostre assenze in consiglio erano tutte motivate e comunicate: si convochi subito un’altra seduta»

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GROSSETO. Assenti tutti più che giustificati, peraltro assenze tutte comunicate prima e comunque non si può addossare al Partito Democratico la colpa del mancato svolgimento del consiglio comunale di mercoledì mattina.

Così il segretario dell’unione comunale del Pd, Roberto Panfi, difende la posizione, dopo che tra i consiglieri di maggioranza, alla fine del consiglio comunale in cui il centrosinistra non era stato in grado di garantire il numero legale, si erano diffuse voci e dubbi sulle reali motivazioni che avevano tenuto lontani dal consiglio in particolare tre consiglieri democratici.

«Le assenze verificatesi nella maggioranza di centrosinistra (i tre consiglieri del Pd e i due del Psi) nel corso dell’ultimo consiglio comunale – scrive Panfi – erano state tutte preventivamente comunicate e giustificate da motivi reali. È fuorviante – prosegue il segretario grossetano – sia dare interpretazioni interessate, sia tentare di attribuire al Partito democratico la responsabilità del mancato svolgimento del consiglio comunale per motivi che non esistono. La logica dello scoop, purtroppo – aggiunge – prevale su tutto, anche a discapito della dignità delle persone che svolgono il ruolo di consigliere comunale».

Le parole di Panfi non spiegano però per quale motivo lo stesso sindaco Emilio Bonifazi abbia detto chiaramente, a caldo, di credere che ci sia una regia dietro certe assenze, tacciando di irresponsabilità i consiglieri comunali qualora si fossero prestati a giochetti; e abbia al tempo stesso lanciato ai suoi una sorta di ultimatum, chiarendo di non essere disposto a continuare a galleggiare e minacciando l’ipotesi di tornare al voto nel 2014, con un anno di anticipo sulla naturale scadenza del mandato.

Ora, qualcuno potrebbe osservare che se una regia c’è – come lo stesso Bonifazi afferma – mancherebbe, però, la pistola fumante, ovverosia la prova del “tradimento”. In ogni caso la reazione del sindaco cozza con le parole di Panfi.

E poi non si spiega perché, sapendo preventivamente di avere cinque consiglieri in meno e di non poter garantire il numero legale, non si sia scelta la strada di rinviare la seduta.

A meno che non si pensasse di poter contare sul soccorso di qualcuno seduto nei banchi delle opposizioni.

Per Panfi comunque il Pd non ha colpe, sarebbe l’opposizione a tentare «di buttarla in caciara, ma l’evidenza politica – dice – è che sulla vicenda degli asili nido non è stata in grado di fare una propria proposta. Per non considerare il fatto – prosegue – che è incoerente e paradossale che i teorici della privatizzazione dei servizi pubblici si travestano strumentalmente da agnelli per difendere gli asili nido pubblici. Con una credibilità pari a zero».

Infine Panfi sembra sfidare la giunta. «Dal momento – dice il segretario dell’Unione comunale – che la convocazione d’urgenza del consiglio comunale è stata ritenuta improcrastinabile, il Pd chiede di riconvocare subito un’altra seduta, e non entro la fine di agosto o i primi di settembre. Se c’è un’urgenza, infatti – conclude il segretario del Pd – non ci sono ferie che tengano, se così non fosse ne chiederemmo politicamente conto. A una forza politica come la nostra, infatti, preme che a settembre riaprano tutti gli asili, compreso quello che dev’essere aperto in virtù dell’affidamento».

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