Il presidio
Il comandante Schettino ritrova la sua scialuppa
Il capitano della nave naufragata ieri era in tribunale. Poi, durante il viaggio di ritorno a Meta di Sorrento, si è fermato nel deposito di Talamone
GROSSETO. Prima un salto al tribunale di piazza Albegna, alla cancelleria del dibattimento dove sono custodite tutte le carte del processo, poi un salto a Fonteblanda, al deposito giudiziario dove dal 14 gennaio dell’anno scorso, sono conservate le scialuppe di salvataggio della Concordia.
È stata una toccata e fuga in Maremma, quella di ieri, per il comandante Francesco Schettino e il suo avvocato Donato Laino. Prima in città, poi a sud, in una giornata afosa d’agosto. Una visita certo non di cortesia, ma per «ricostruire i fatti».
Alla cancelleria dibattimentale del tribunale di Grosseto, Schettino e Laino hanno chiesto di poter visionare il filmato del sistema di videosorveglianza interna della Concordia, depositato all’ultima udienza del processo che lo vede imputato per il naufragio della nave davanti a Punta Gabbianara, all’isola del Giglio. Il giudice Giovanni Puliatti, durante l’udienza, aveva infatti accolto la richiesta della Procura di Grosseto, affinché il filmato fosse sottoposto a perizia.
L’incarico, però, non è ancora stato affidato. Per questo, il filmato non è stato consegnato al comandante Schettino.
In quelle immagini ci sarebbe la prova dell’abbandono della nave (secondo la Procura), ma potrebbe anche esserci la prova che il comandante non abbia volutamente lasciato la nave. «L’unica cosa che abbiamo fatto ieri mattina - spiega l’avvocato Donato Laino - è stato cercare di ricostruire i fatti. È quello che stiamo cercando di fare da quando è cominciata tutta questa vicenda».
Le zattere della Concordia,quelle che hanno portato a terra migliaia di persone, erano il centro dell’interesse dell’avvocato e del comandante. A Fonteblanda, nel deposito giudiziario, Schettino è arrivato intorno all’ora di pranzo. Sulla spiaggia della Puntata il comandante e l’avvocato hanno scattato alcune foto che potrebbero appunto servire loro per portare avanti la loro strategia difensiva. Un blitz di poche ore, insomma, prima di rimettersi in auto alla volta di Meta di Sorrento. Un blitz che, lavoro a parte, ha riservato piacevoli sorprese all’avvocato e al comandante. «Talamone è un posto meraviglioso - dice Laino - che non avevo mai visto. Meriterebbe tornarci per fare un paio di tuffi».
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