Il Tirreno

Grosseto

Caso asili, ancora scontro Il giallo dei “non idonei”

di Sara Landi
Caso asili, ancora scontro Il giallo dei “non idonei”

L’incontro fra sindacati (favorevoli all’accordo) e personale non pacifica gli animi Piandelaghi: «Costi fuori controllo, la giunta ha compiuto l’unica scelta possibile»

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GROSSETO. Apertura immediata del tavolo su Iside con il Comune, verifica sui numeri del bilancio e sull’entità dei tagli previsti in tutti i settori e ulteriore trattativa per aggiustamenti possibili sull’accordo raggiunto. Tre impegni da subito, dopo aver spiegato ai lavoratori (di ruolo e precari) le ragioni della controproposta fatta al Comune e dell’accordo raggiunto per tamponare l’emergenza e “salvare il salvabile”. Con questo spirito i sindacati hanno incontrato ieri pomeriggio in Sala Pegaso il personale degli asili. Un’assemblea molto meno partecipata del previsto (considerando l’argomento caldissimo) ma non certo priva di spunti di riflessione, a cominciare dai lavoratori che si sono detti delusi dalla scelta del sindacato di mediare con il Comune. «Con l’accordo non rinneghiamo la convinzione che la gestione pubblica dei servizi educativi sia migliore – precisa Cinzia Fiacchi della Cgil Fp – ma questa è la migliore soluzione che abbiamo trovate nelle condizioni date e con la tempistica stretta in cui abbiamo dovuto lavorare». Intanto si tinge di giallo anche la questione del numero di lavoratori dei servizi educativi giudicati temporaneamente o parzialmente inidonei al lavoro. «È stata una bischerata – osserva con franchezza in assemblea Massimo Sbrilli della Cisl – aver tirato fuori il dato dei non idonei perché in un dato momento è fisiologico che possano esserci persone temporaneamente inidonee ma che poi rientrano in servizio». E proprio ieri è arrivata in redazione la lettera della dottoressa incaricata dal Comune delle visite di medicina del lavoro. Tramite il suo legale la professionista precisa di occuparsi di valutare solo «i dipendenti comunali a emergenza sanitaria, cioè soggetti a rischio biologico e a movimentazione carichi». Dei 108 lavoratori impiegati negli asili rientrano in questa tipologia 49 dipendenti. Ebbene, riferisce il legale della dottoressa, «dei 49 lavoratori da lei visitati solo una lavoratrice è risultata inidonea mentre dei rimanenti solo 6 sono stati dichiarati inidonei con limitazioni, dove però le limitazioni non comportano l’inutilizzabilità del lavoratore nelle mansioni finora svolte». Numeri ben diversi da quelli snocciolati dal Comune al momento di presentare (alla stampa ancor prima che ai sindacati, come è stato sottolineato anche ieri in Sala Pegaso) il piano di riorganizzazione dei nidi: in quell’occasione tra le motivazioni dell’esternalizzazione dei servizi si poneva la criticità legata all’impossibilità di assumere nuovo personale «a fronte di 14 persone che risultano solo parzialmente idonee al lavoro e di 9 che usufruiscono dell’orario ridotto ai sensi della legge 104/1992». Che però i numeri decisivi in tutta questa vicenda siano i numeri del bilancio (piuttosto che quelli del personale temporaneamente indisponibile) lo dimostra l’intervento di ieri del capogruppo del Pd in consiglio comunale Daniela Piandelaghi che esordisce parlando della «dolorosa necessità di esternalizzare il servizio mensa e la gestione del nido di via Lago di Varano» come di una “strada obbligata”. «Al blocco delle assunzioni – osserva Piandelaghi - si somma un pesante ridimensionamento dei trasferimenti dallo Stato, il che comporta che il Comune non è più in grado di sostenere ulteriori costi. Già adesso le spese che vengono destinate al servizio dalla fiscalità generale sono circa 4 milioni e 800mila euro di cui 4,1 per le spese di personale. Le entrate da parte delle famiglie sono di 700mila euro. È evidente che il rapporto di copertura di questo servizio nettamente inferiore al 20% va ben oltre le indicazioni della Regione». Per Piandelaghi l’alternativa all’esternalizzazione di una piccola parte del servizio “sarebbe solo quella di chiudere progressivamente le strutture riducendo il numero dei posti disponibili».

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