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Predatori all’assalto Decimato il gregge
Manini lancia un appello alla Camera di commercio E polemizza con chi sostiene che siano i cani i responsabili
SATURNIA. Cinque pecore sgozzate, 7-8 agnelli dispersi, altri esemplari feriti e terrorizzati. Nell’allevamento di Virgilio Manini, a Saturnia, ormai è un saccheggio. In tre notti i predatori hanno decimato un gregge fiorente di cui il miglioramento genetico è il fiore all’occhiello in un’azienda nota in tutta la Toscana. E quella di Manini non è la sola, perché nelle medesime notti per lo meno altri tre greggi nel mancianese, sono stati duramente attaccati. «A fronte di decenni di impegno rigoroso per stare dentro il libro genealogico degli ovini, con punteggi e titoli riconosciuti scientificamente, in un pugno di ore si polverizza la fatica spesa per anni e anni».
Con queste parole, Virgilio Manini, ormai disperato davanti all’ultima strage che gli ha alleggerito il gregge di più di 10 capi in un botto, oltre i feriti, si rivolge anche alla Camera di Commercio, perché «si renda sensibile a questo problema, visto che sulla questione del miglioramento della razza anche la Ccia si è spesa molto. Si potrebbe pensare a qualche sostegno economico, commenta Manini, anche da parte della Camera di commercio, perché noi non ce la facciamo più. E oltre tutto c’è chi porta avanti ragionamenti del tutto sballati e opportunistici».
Manini allude alla questione predatori la cui soluzione pare essere a un punto morto e spara duro contro chi sostiene che la responsabilità delle stragi è solamente (o quasi solamente) dei cani da guardiania: «Sono cose dell’altro mondo, si indigna l’allevatore di Saturnia. Ultimamente - sostiene Manini - un pastore dell’Amiata, Antonio Pastorelli, ha detto cose del genere e c’è da restare allibiti, perché tutti sanno che non sono certo quei cani i responsabili delle stragi. Non si capisce neppure perché Pastorelli che una trentina di anni fa partecipava a battute per catturare i lupi come tanto di foto dell’epoca dimostrano, adesso abbia cambiato giubba. Ora il lupo, secondo Pastorelli, è innocente e i colpevoli sono i cani da guardiania. Pastorelli è diventato gran sostenitore del progetto ibriwoolf e non si rende conto che dentro le gabbie ci vanno a finire anche i cani perché le gabbie sono posizionate male, vicino ai pascoli? E’ logico che lì dentro possono andare a chiudersi tutti gli animali, mica solo i lupi. Senza contare che se sono lupi che vi entrano, gli operatori li lasciano subito liberi. Incredibile. Questa posizione di un pastore come Pastorelli, anche lui con un gregge decimato da predatori di ogni genere, lascia davvero perplessi e la sua posizione non è affatto avallabile».
Infine Manini aggiunge altre due questioni: «Intanto subito noi allevatori chiederemo un incontro al prefetto di Grosseto, affinché prenda a cuore il nostro caso. E, seconda questione, vorremmo sapere dall’onorevole Luca Sani e dall’onorevole Monica Faenzi a che punto è l’operazione a favore dei pastori in atto alla Commissione agricoltura di cui i due onorevoli sono rispettivamente presidente e vicepresidente. I due parlamentari grossetani ben sanno le nostre condizioni e parteciparono qualche mese fa alle assemblee dedicate all’argomento predatori. Dopo un primo loro approccio che ci era parso convinto, di sostegno alla nostra causa, adesso tutto tace. Questa faccenda dei predatori, forse ancora non è chiaro a tutti, sta mandando in rovina aziende una volta in ottima salute. Già decine e decine hanno chiuso. Si tratta di un filone economico molto importante e di una filiera illustre che ha risonanza dal grossetano a tutta Europa. Vogliamo la sua essiccazione? Stiamo inerti davanti alla morte annunciata di una delle attività di eccellenza del grossetano. Chiedo a chi di dovere: perché?».
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