Il presidio
Emissioni fuori norma «Le date non coincidono»
I dubbi del Forum ambientalista sui dati forniti da Scarlino Energia Secondo Barocci i valori anomali sarebbero stati registrati prima dell’allarme
SCARLINO. Quelle date non coincidono. Ma, soprattutto, i valori analitici fuori norma dell'impianto di Scarlino Energia risalirebbero a ben prima di quando poi è avvenuto il fermo dell'impianto a fine maggio.
È la tesi di Roberto Barocci e del Forum Ambientalista di Grosseto che, dopo aver avuto accesso ai documenti ufficiali di Arpat, lanciano un nuovo attacco alla Provincia in merito alla mancanza di azioni preventive di controllo sull'inceneritore di Scarlino Energia. "Risulta accertato che la Provincia di Grosseto era stata informata da Arpat fin dal 15 marzo scorso che gli impianti della Scarlino Energia emettevano inquinanti fuori norma, come risulta da una comunicazione della stessa Scarlino Energia del mese precedente e relativa alle analisi del campione effettuato il 5 febbraio 2013 - spiega Barocci - quindi l'impianto di Scarlino non ha avuto solo una fuga episodica di diossine come afferma l'assessore Sivieri».
Il documento di Arpat citato da Barocci segnala a Provincia ed azienda la scarsa chiarezza della comunicazione, in particolar modo nella definizione dell'inquinante oggetto del campionamento, nella mancanza di dettagli specifici sul campione citato nella nota del laboratorio di analisi, nella tipologia e gravità della anomalia riscontrata, nella generica indicazione di dati non attendibili perché non giustificabili. Secondo Arpat infine in mancanza di chiarimenti non è possibile valutare le comunicazioni di Scarlino Energia ed il grado di rilevanza delle criticità manifestate. «Oggi, con il riavvio dell'impianto di incenerimento di Scarlino, dobbiamo registrare l'ennesima scelta politica della Provincia di Grosseto, che si configura ancora come negazione degli obiettivi legislativi perseguibili attraverso le scelte dell'amministrazione - continua Barocci - anche con il riavvio dell'inceneritore emerge oggettivamente che non c'è alcuna garanzia preventiva del corretto funzionamento dell'impianto e delle emissioni a norma di pericolosi cancerogeni, affidando tali garanzie a verifiche posteriori. Da anni andiamo chiedendo alla stessa Provincia di rispettare la legalità e di compiere quelle semplici verifiche che consentirebbero di accertare se le leggi sono rispettate prima delle autorizzazioni all'esercizio dell'impianto e alle emissioni e non dopo, con verifiche inconcludenti, come quelle che abbiamo visto. Non a caso siamo di nuovo davanti al giudice che dovrà esprimersi sulla legittimità delle ultime autorizzazioni della Provincia. Come ormai hanno documentato prima Tar e Consiglio di Stato, poi la presenza di diossine sul canale di scarico a mare e infine la recente vicenda delle emissioni fuori norma di diossine dai camini, la Provincia di Grosseto ha ripetutamente negato ogni azione preventiva, aggirando la legge con prescrizioni a posteriori risultate oggettivamente inefficaci, senza un minimo di autocritica per questo evidente fallimento".
Dubbi, sospetti, che il Forum ambientalista di Grosseto ha aspettato qualche giorno dalla riapertura dell'impianto a mettere nero su bianco. E che ora sono usciti, con tutta la forza della lotta degli ambientalisti contro Scarlino Energia.
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