Italia
I sindacati si difendono: «Più tutele negli asili»
Cgil, Cisl e Uil spiegano la loro scelta sull’affidamento del plesso alla cooperativa Senza i privati in gara l’amministrazione potrà anche tornare ad assumere
GROSSETO. Sulla vicenda degli asili i sindacati Cgil, Cisl e Uil difendono la proposta. Così com’è, darebbe, secondo le organizzazioni, soluzione concreta nelle condizioni date. Togliendo quindi la parola, almeno per la durata delle spiegazioni dei sindacati, a chi protesta e non propone.
«È a loro che ci rivolgiamo - spiegano – spiegano i responsabili Enti locali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Fiacchi, Sbrilli e Sacchetti - perché la gravità della situazione ci obbliga a fare proposte e non solo a protestare. Una proposta non può non tener conto del contesto, e quando si parla della pubblica amministrazione anche delle norme che la regolano». Con questa premessa, la proposta dei sindacati ha lo scopo di ridimensionare gli effetti che l’indirizzo inizialmente assunto dal Comune avrebbe potuto produrre sul servizio e sul lavoro. «La proposta inziale del Comune - aggiungono - avrebbe portato a una gara europea a cui avrebbero avuto accesso non solo le cooperative sociali, ma anche le fondazioni private che in alcuni casi certo non brillano per l’adozione di contratti di lavoro dignitosi, l’investimento sulla sicurezza né quello sulla qualità del servizio. Va infatti tenuto presente che in questi servizi non c’è obbligo di applicare i contratti di settore, e che le riforme dei governi Berlusconi e Monti non hanno lasciato alle amministrazioni locali molti strumenti di controllo una volta aggiudicato il servizio».
La proposta di Cgil, Cisl e Uil fa i conti con le condizioni date e non col mondo che piacerebbe alle organizzazioni. «Tiene conto dell’impossibilità per l’Ente, stabilita da una legge dello Stato, di assumere personale al momento dell’apertura delle scuole - spiegano - limitando il tempo di affidamento del servizio che potrà consentire, al variare delle condizioni economiche dell’ente e auspicabilmente della normativa, di ricominciare ad assumere il personale precario; evita il rischio immediato di privatizzazioni definitive e selvagge, e, rimanendo sotto la soglia economica che imporrebbe una gara europea, può consentire l’affidamento a soggetti in grado di garantire qualità del servizio, lavoro dignitoso e la possibilità di continuità lavorativa anche per i precari». È questo il senso della proposta dei sindacati. «Vorremmo che non sfuggisse a nessuno che l’aver limitato a un solo plesso l’affidamento all’esterno, concretamente significa maggiore spazio lavorativo per i precari e quindi per loro un risultato effettivo - aggiungono - Se vi fossero aspetti non compresi, invitiamo tutti i consiglieri, compresi quelli del M5S, a un confronto sereno e chiarificatore. Esternazioni false, strumentali e populiste, fatte nascondendosi dietro ai lavoratori più deboli che stiamo facendo il possibile per tutelare».
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