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Capalbio, a Eugenio Scalfari il premio "Il piacere di Leggere"

Capalbio, a Eugenio Scalfari il premio "Il piacere di Leggere"

Il fondatore di Repubblica uscirà in autunno, a ottobre, con un nuovo libro, dal titolo "L'amore, le sfide, il destino. Il tavolo dove si gioca il senso della vita", edito da Einaudi. Battuta su Berlusconi

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CAPALBIO. È stato attribuito al fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari il premio “Il piacere di Leggere” nell'ambito di Capalbio Libri 2013. Scalfari uscirà in autunno, a ottobre, con un nuovo libro, dal titolo "L'amore, le sfide, il destino. Il tavolo dove si gioca il senso della vita", edito da Einaudi. ''Con questo - ha detto Scalfari nel corso della cerimonia di premiazione, sabato sera - credo di chiudere con questo tipo di libri''.

Il premio è stato istituito come riconoscimento a chi ha contribuito con i suoi scritti a diffondere, appunto, il piacere di leggere. L'incontro con il padre di Repubblica, in una affollatissima piazza Magenta, si è svolto per la presentazione de "La passione dell'etica", la raccolta dei suoi scritti dal 1963 ad oggi, edita nella collana I Meridiani di Mondadori.

Scalfari ha sottolineato l'importanza dell'esistenza di uno stato di diritto in Italia, una battaglia iniziata da lui negli anni '70 e condotta assieme a nomi quali quelli di Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Bruno Visentini, Ugo La Malfa. ''Non ci può essere una democrazia senza uno stato di diritto. Lo stato di diritto significa - ha spiegato - la separazione dei tre poteri costituzionali e cioè esecutivo, legislativo e giudiziario. Sono poteri istituzionali e ciascuno opera nel proprio ambito con lealtà. Il presidente della Repubblica è al di fuori di questi poteri e anche la Corte Costituzionale lo è''. E ancora, sulle voci di queste settimane sulla volontà di far cadere il governo da parte del Pdl o del Pd, Scalfari ha ricordato che ''i membri del governo, finché dura, sono titolari pro quota del potere esecutivo e non uomini di partito''.

Cosa accadrebbe se cadesse questo governo? ''Rischiamo una botta in testa da Draghi che finora continua a tenerci in piedi perché ha riempito la banca centrale europea con i nostri titoli, ma se vedrà l'instabilità nei prossimi mesi l'unica cosa che potrà fare è smettere di comprarli, a meno di un commissariamento''. Infine, riferito alla condanna di Silvio Berlusconi, ha sottolineato che coloro che chiedono la grazia stanno giocando una farsa perché ''sanno bene che la grazia per la legge la può chiedere solo il diretto interessato o i figli''. ''Per di più - ha concluso - la grazia si dà solo dopo un periodo di buona condotta'', aggiungendo, ironico, ''perché ci si è ravveduti''.

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