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Bufera sulla sanità Capalbio al Tar
Il sindaco Bellumori minaccia battaglia contro la Regione che sta riorganizzando la rete dei piccoli ospedali toscani
CAPALBIO. I Patti territoriali sulla sanità rischiano di diventare carta straccia se verranno accolte le istanze dei sindaci toscani aderenti alla “rete per la difesa dei piccoli ospedali”.
Due giorni fa, infatti, si sono riuniti a Volterra i primi cittadini dei Comuni interessati dalla presenza di piccole strutture e, con l’assenso dei comitati di cittadini, hanno deciso che, se ci sarà bisogno, arriveranno anche all’impugnazione davanti al Tar delle delibere regionali 334 e 431 del 2013 con le quali la giunta regionale aveva stabilito la presenza delle “case della salute” all’interno dei nosocomi, con tanto di finanziamenti e progetti già presentati dalle Asl di riferimento.
Una notizia ancora in fase di “sviluppo” ed evoluzione, che apre nuovi interrogativi e che chiarisce ancor più la posizione polemica del sindaco di Capalbio Luigi Bellumori che, come noto, non siglò l’accordo con l’Asl 9. In realtà appare strano il fatto che sia discusso nei patti della presenza di una casa sulla salute, forse provvisoria, nell’ospedale di Orbetello, se poi in una delibera di giunta regionale precedente si dava atto che tutto era già stato deciso a tavolino.
«Le case della salute rischiano di diventare dei veri e propri “cavalli di Troia” che alla lunga condurranno all’eliminazione dei piccoli ospedali – dice Bellumori – ma io non pretendo che le scelte della Regione siano cancellate, ma che venga qualcuno a spiegare le cose come stanno davanti ai cittadini. Inutile dire che si è sancito un contratto con l’Asl9 se poi le decisioni erano già state prese».
Dunque il sindaco di Capalbio non si ferma: insiste sulla sua linea di difesa e si arrocca insieme ad altri sindaci del territorio regionale tra i quali c’è anche chi ha già vissuto delle brutte esperienze. «Ci siamo incontrati a Volterra e siamo intenzionati a portare avanti lo slogan “noi vogliamo vivere qui” – insiste lui – Vogliamo tutelarci dal rischio di chiusura delle piccole strutture che è più evidente di quanto si pensi. Le case della salute all’interno dei nosocomi sono una doppia penalizzazione: non solo tolgono spazi, ma risucchiano energie al territorio impegnando i medici di base. E pensare che in un’epoca di tagli la Regione, dopo aver stanziato fondi per la loro costituzione interna alle strutture, ne trovi altri per collocarle all’esterno è una cosa difficilmente credibile». Bellumori ha invitato l’assessore Marroni a un consiglio comunale aperto dove saranno presenti tutti gli altri sindaci aderenti alla rete di difesa.
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