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«Avrei pagato solo io ecco perché ho detto no»
Parla il giovane al quale l’Uisp voleva cedere la ristorazione e il bar «Mi dovevo accollare tutto l’affitto e una fidejussione a garanzia, impossibile»
GROSSETO. Un paio di fideiussioni bancarie, cavilli dell’ultimo minuto e il desiderio di concludere un affare a buon mercato: anche l’assegnazione della sala Eden ha il suo retroscena. Motivi che, almeno secondo uno dei diretti interessati, sono alla base di un progetto saltato all’ultimo tuffo. Sì, perché che la firma dell’accordo tra la Uisp - assegnataria della storica balera sino al 2019 - e il Comune sia saltata all’ultimo secondo lo si è appreso nella mattinata di venerdì scorso. Due distinti comunicati hanno offerto prima le parole della Uisp, poi quelle dell’amministrazione. Adesso spunta anche una terza versione dei fatti. A raccontare al Tirreno la trafila affrontata è lo stesso Mirco Giannotti, il giovane imprenditore proprietario del locale Luna Blu al bivio di Campagnatico (che a fine settembre riaprirà i battenti) e coinvolto nell’operazione Eden dalla Uisp di Sergio Stefanelli: «All’inizio mi era stato chiesto di pagare i lavori di ristrutturazione della sala, soldi che poi sarebbero stati scomputati dall’affitto. Per questo la Uisp ha voluto una fideiussione bancaria a garanzia dei lavori: le fatture dovevano ovviamente essere comunque intestate a loro, anche se i soldi arrivavano da me, dunque volevano una garanzia». E sin qui, visti i tempi che corrono, ci può anche stare. Ma il bello è che i quattrini per i lavori Giannotti li poteva anche assicurare, ma a un certo punto non bastavano più: «Quando la Uisp ha chiesto, come in tutti i contratti normali, d’introdurre una clausola per arrivare ad avere 6 mesi di preavviso per la disdetta (e non 6 anni lisci) il Comune ha chiesto un’ulteriore fideiussione ammontante a 67mila euro, pari a 18 mesi di affitto. È il triplo delle garanzie normali, ma da quel che mi hanno detto un ente pubblico ha facoltà di farlo. Tutto questo mi è stato comunicato dal presidente Stefanelli nella stessa giornata in cui avrei dovuto firmare l’accordo. È ovvio che chiedere tutte queste garanzie a un ragazzo di 22 anni significa tagliargli le gambe».
Nulla di fatto dunque e gestione della sala tornata vacante. «Avevo già dato l’incarico alle ditte, l’ingegnere aveva preparato la documentazione per far partire i lavori e con il vecchio gestore avevo accordi per acquistare alcune cose lasciate. Invece mi sono trovato a fare una figuretta». Ma se andiamo a leggere bene le parole del giovane imprenditore possiamo trarne qualche altro spunto. Anzitutto la Uisp – almeno secondo quello che riferisce Giannotti – non avrebbe scucito neppure un euro: «A me la Uisp aveva chiesto l’intero importo dell’affitto, cioè 36mila e 600 euro più Iva. Loro non avrebbero tirato fuori nulla, mi hanno detto che a loro la struttura sarebbe dovuta costare zero». Al massimo un parziale rimborso per le spese di acqua e luce , ma solo se le manifestazioni sportive e sociali «Fossero divenute corpose. Insomma, chi pagava ero solo io. Adesso, dopo tutto quel che è successo, potessi tornare indietro non mi butterei più in quest’impresa. È stata tutta una presa in giro. Per fortuna ho ancora il mio locale al bivio di Campagnatico: l’avevo messo in vendita, ma grazie a Dio in questi mesi non l’ha comprato nessuno. Ripartirò con quello». Quel che resta, oltre la delusione di chi avrebbe voluto fare impresa, nonostante la giovane età e investendo quattrini veri, è l’incognita verso il destino dell’Eden. Nessuno può sapere a chi sarà data in gestione la storica balera. Anche se la ditta giunta seconda, siamo pronti a scommetterci, con clausole diverse potrebbe tornare in gioco.
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