Il Tirreno

Grosseto

grosseto

«Siamo noi i primi danneggiati»

«Siamo noi i primi danneggiati»

Il titolare del Jumo Diario replica agli abitanti: «Solo accuse false»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «È tutta una bugia: siamo noi i danneggiati. Ogni sera ci mandano polizia e carabinieri, non si vede niente, non si lavora più, hanno fatto terra bruciata intorno a noi». Modesto Pena, origini domenicane, è il titolare del Jumo Diario, circolo di via Battisti a Grosseto nel mirino di un comitato di quartiere.

Il vicinato ha raccolto ottanta firme che ha presentato alla procura per sollecitare i controlli. I firmatari lamentano urla e rumori molesti provenienti dal bar, clienti ubriachi che urinano, defecano e minacciano chi protesta.

«Nulla di tutto questo», sbotta Modesto. Che dopo aver letto della protesta sul Tirreno ha chiesto udienza all’assessore al Commercio Emanuel Ceccarelli e affida anche lui alla stampa la sua replica. Più che una replica, «una smentita».

«Non è vero che i clienti fanno baccano e che si comportano così – spiega Modesto – diciamo piuttosto che è da prima di aprire che alcuni abitanti hanno cominciato a farci la guerra, a dirci che non avremo mai aperto e a chiamarci “gentaccia”. Ma noi siamo persone per bene che vogliono solo lavorare. Il nostro locale è frequentato anche da italiani, da famiglie, donne e bambini. La ragazza che è stata ferita era una nostra cliente ed è stata colpita da una persona che non è nostro iscritto».

Che mezzo quartiere abbia dunque le traveggole? «Quelle 80 firme non sono tutte di gente che protesta – spiega Modesto – è solo un gruppo di poche persone che ha convinto gli altri. I commercianti della zona sono solidali con noi». Quanto agli ubriachi, il titolare del Jumo Diario chiede prove: «Hanno delle foto? Filmati? Non si può gettare discredito su un locale senza avere le prove».

Pena conferma però che il Jumo è aperto tutta la notte, «perché di giorno gli affari sono pochi e finché ci sono clienti noi teniamo aperto». Ultima precisazione: «Quando ci sono i controlli non c’è alcun fuggi fuggi: la polizia chiede i documenti, la gente li mostra ed è tutto a posto. Ma non hanno mai trovato niente. Anche noi abbiamo diritto a mangiare».

Francesca Ferri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web