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«Chi lavora col sangue sa cosa proviamo»

«Chi lavora col sangue sa cosa proviamo»

«Chi lavora col sangue, e non con una macchina, sa cosa si prova a vedere questi animali che soffrono». Alessandro, per tutti “Sandro”, Zampieri, 54 anni (foto), li conosce tutti per nome i “suoi”...

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«Chi lavora col sangue, e non con una macchina, sa cosa si prova a vedere questi animali che soffrono». Alessandro, per tutti “Sandro”, Zampieri, 54 anni (foto), li conosce tutti per nome i “suoi” cavalli. E di tutti conosce il padre e la madre. Quando sono nati, lui c’era. «Questo è Cordiale, figlio di Valchiria e Socrate. Questo è Frumento, figlio di Adria e Zigolo, nato nel 1996», spiega. «Ogni anno usiamo una lettera dell’alfabeto; dopo vent’anni, si ricomincia. Questo è l’anno della “c”». Sandro lavora all’azienda agricola di Alberese dal 1978. Con lui, quattro butteri. L’orologio? Per lui non esiste. «Quest’inverno, con la piena, non ho chiuso occhio tutta la notte perché sapevo che c’erano delle cavalle sull’argine. La mattina ne abbiamo salvate dieci». Il suo lavoro è quello di garantire la purezza della razza ma alla fine questi cavalli sono ben più di un lavoro. «Questi cavalli hanno un pedigree di 200 anni», spiega. Ma in due secoli le cose possono anche cambiare. Migliorare. «Dal 1999 non sono più marcati a fuoco», spiega Sandro. In futuro, si spera, quelli in esubero non saranno più uccisi. (f.f.)

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