Il Tirreno

Grosseto

Scattano i sigilli all’area dedicata ai cani da caccia

di Michele Nannini

Blitz della polizia provinciale al centro delle Bandite Trovate alcune irregolarità nelle recinzioni

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FOLLONICA. È stata chiusa con una determinazione della Provincia l’area di addestramento, allenamento e gare di cani da seguita a Poggio al Fornello nell’area delle Bandite di Scarlino, in gestione alle associazioni Arcicaccia, Enalcaccia, Fidc e Gruppo Cinofilo Follonichese delle quali è rappresentante Ivo Bruchi. Il provvedimento è arrivato al termine di un’attività di controllo e di ispezione da parte della polizia provinciale.

Lo stop all’attività risale a qualche giorno fa ed è arrivato dopo una serie di segnalazioni sull’attività svolta all’interno dell’area. La provinciale ha riscontrato alcune irregolarità tutte di ridotta entità e per lo più relative ad aspetti tecnici, come la mancata rispondenza di alcune strutture rispetto a quella che è l’autorizzazione e la gestione della stessa area. In particolar modo è stata segnalata dalla provinciale una irregolarità di base nel recinto della struttura: inevitabile quindi l’arrivo di sanzioni amministrative che hanno portato alla sospensione dell’attività di sgambamento cani.

Durante i controlli sono state riscontrate anche altre anomalie che hanno portato all’apertura di un procedimento di polizia giudiziaria per violazioni di lieve entità e che seguiranno un percorso diverso da quello delle sanzioni amministrative già comminate. Per poter ottenere la riapertura dell’area sarà necessario ripristinare la struttura e sanare le irregolarità. L’area di Poggio Fornello è una delle 69 presenti in provincia, è utilizzata per l’addestramento di cani da caccia al cinghiale, senza possibilità di abbattimento: la struttura di 45 ettari fornisce l’opportunità di poter allenare il cane con lo sparo anche a caccia chiusa, offrendo la possibilità di una guidata, di una ferma, di un riporto seguito dal recupero, e regalando spunti venatori quasi “veri”; oppure ancora addestrare e affinare il fiuto del segugio senza possibilità di abbattimento sul cinghiale, in una zona opportunamente recintata e in un territorio idoneo. Inoltre le attività svolte all’interno di queste aree contribuiscono alla selezione delle razze canine.

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