Il Tirreno

Grosseto

Mille firme per via Sauro «Pronti a bloccare tutto»

di Maurizio Bernardini
Mille firme per via Sauro «Pronti a bloccare tutto»

Il comitato chiede l’inversione del traffico nella via principale e nelle collegate Ansedonia e Populonia: «I negozi perdono clienti e i percorsi si allungano»

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GROSSETO. No, non sarà per nulla semplice. A distanza di tre settimane da quando il Comune ha deciso di cambiare gran parte dei sensi di marcia attorno a via Sauro le voci di protesta non accennano a diminuire. Oggi saranno consegnate poco meno di mille firme raccolte da residenti e commercianti che hanno costituito un comitato e chiedono al Comune di annullare la sperimentazione. Ma ora, trascorsi i giorni, per l’amministrazione tornare sui propri passi non sarà facile. Muro contro muro dunque? Anche questa non è certo una comoda via d’uscita: il gruppo di barbanellini minaccia un clamoroso sit-in.

La questione. Tutto avviene, pare, senza preavviso: nel giro di qualche giornata via Sauro e buona parte delle viuzze adiacenti si ritrovano con i sensi di marcia variati. Sì, perché l’assessorato guidato da Arsenio Carosi ha in mente una piccola rivoluzione: la stretta via Sauro, spesso farcita di auto su entrambi i lati della carreggiata, diviene a senso unico di marcia. Stesso discorso per le vicine vie Volsinia, Populonia, Ansedonia e Orazi. Ma è proprio qui il problema: gran parte dei commercianti denunciano forti cali negli incassi e i residenti lagnano una circolazione insopportabile. Una volta entrati in via Sauro da via Giusti, infatti, per tornare a scorrere lungo l’arteria principale occorre sobbarcarsi qualcosa come due chilometri. E per chi quel tragitto lo fa tutti i giorni mattina e sera il risultato è di 2 o 3mila chilometri in più all’anno. Insomma, non proprio una bazzecola, specie con quanto costa l’oro nero di questi tempi.

Secca replica. La replica del Comune alle lamentele è arrivata la scorsa settimana. A parlare è stato il sindaco che ha ribadito: il cambio dei sensi di marcia è sperimentale, ma solo a fine anno si potrà discutere di tornare al vecchio sistema o fare delle modifiche utili. Al tempo stesso Bonifazi ha annunciato l’imminente avvio dei lavori alle due rotatorie che si trovano all’inizio e alla fine di via Sauro, quella al ponte dei Macelli e quella che porta a via Giusti: entrambe sembrano piste per kart piene zeppe di mattoncini di plastica colorati. Ma entro la fine di quest’anno tutto sarà messo a posto.

Il comitato. Intanto dal comitato annunciano per oggi la consegna delle firme accompagnate da una lettera. Nella missiva il gruppo non pone alcuna opposizione al senso unico di via Sauro, “Mossa necessaria e anzi tardiva”, ma ne chiede l’inversione. L’altra richiesta riguarda le vie Ansedonia e Populonia: il comitato ne chiede il cambio di senso in modo da dare il giusto sbocco a chi entra in via Sauro. “Le scelte viarie attuali - si legge nella lettera - stanno causando gravi danni alle attività commerciali della via. Danni che vanno a sommarsi alle difficoltà di un momento economico di per sé già drammatico”. Senza considerare i “Forti disagi a tutti gli abitanti della zona, costretti a un più lungo tragitto per immettersi nelle arterie di via Giulio Cesare, Castiglionese e Giusti”. E intanto c’è anche chi propone un ritocco alla viabilità attorno al Consorzio agrario: “Che aprano il cancello su via Fabio Massimo”. La gente vuole incontrare le autorità: «Abbiamo chiesto un incontro a Carosi – dice Ferdinando De Santis, titolare del bar in via Sauro e tra i promotori della petizione - ma non ci ha risposto. Adesso chiediamo ufficialmente di parlare con lui e con il sindaco». Se nulla dovesse muoversi, dietro l’angolo c’è già l’idea per una plateale protesta: «Siamo pronti a un sit-in che blocchi tutto il traffico di Barbanella». Rincara la dose Marco Gasparri, esponente della Cna intervenuto a titolo di residente: «Barbanella arriva sempre per ultima» dice, mentre ricorda le peripezie della rotonda di via Giusti, “provvisoria” da troppo tempo. «Il cambio di segnaletica è stato fatto senza sentire gli esercenti e qui c’è chi ha un calo del lavoro che arriva al 40%». «Il sindaco – proseguono i negozianti - dice di aspettare a dicembre? Ma qui a dicembre non ci arriviamo». Chiusura con un tocco (ma non troppo) d’ironia: «Se il Comune non ha soldi la vernice la compriamo noi». No, per piazza del Duomo 1 rinunciare alla propria posizione non sarà semplice. Ma anche proseguire nello scontro non sarà passeggiata di salute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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