Il Tirreno

Grosseto

Se il fatturato batte la crisi La ricetta di Latte Maremma

di Guido Fiorini

Il consorzio di produttori, nato 50 anni fa, continua a crescere e ad avere buoni risultati. Tistarelli: «Il nostro marchio è ormai un valore aggiunto»

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GROSSETO. Nel complicato panorama economico nazionale, nel quale anche la Maremma è invischiata, ci sono realtà che riescono ancora ad emergere. Con fatica, facendo salti mortali, ma anche continuando ad investire nell’attesa della ripresa dei consumi. Il Consorzio Produttori Latte Maremma, 50 anni compiuti da poco, è uno di questi esempi: il marchio con le mucche al pascolo sotto ai pini è ormai conosciuto ovunque. Ed è sinonimo di qualità, che si può leggere anche come “latte prodotto solo in Maremma”.

Il bilancio 2012, chiuso da poco con un lieve utile (del resto è una cooperativa con scopo mutualistico e non di lucro), disegna con l’essenzialità dei numeri un’azienda in salute grazie ad un fatturato intorno ai 30 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Ma soprattutto la cooperativa ha remunerato il conferimento del latte dei soci a 0,4629 euro più Iva al litro, una cifra ben superiore a quella media regionale toscana (0,4130).

«Anche le vendite di latte fresco – dice il presidente Fabrizio Tistarelli – che ammontano a oltre 18 milioni di euro e rappresentano circa il 56% del totale fatturato hanno subito un incremento di € 36.862 (+0,20%) rispetto al 2011 per effetto dei nuovi listini applicati nel corso dell'anno, pur avendo una riduzione delle quantità vendute (-3,41% rispetto all'anno precedente). Il calo delle vendite del prodotto fresco è in linea con le tendenze del mercato a conferma che l'attuale momento di recessione economica ha inciso anche sugli acquisti di prodotti alimentari, portando le famiglie a rinunciare ai prodotti più cari, optando per una struttura della spesa più economica. In questo contesto si colloca il nostro latte fresco che da sempre si pone sul mercato come un prodotto di nicchia dalle elevate caratteristiche qualitative e per le quali è stato da sempre privilegiato dai consumatori nonostante la fascia di prezzo medio alta su cui si colloca sullo scaffale».

Nato il 12 febbraio del 1961, il Consorzio, con primo presidente il conte Roberto Guicciardini Corsi Salviati, iniziò producendo tra gli 80 e i 100 quintali di latte al giorno, a malapena sufficiente a servire una comunità come quella grossetana che, nel 1960, era formata da una popolazione con poco più di 50 mila abitanti. Adesso il Consorzio è una realtà solida, che sta investendo circa 10 milioni di euro nel rinnovamento dei propri impianti di produzione e confezionamento.

«Stiamo portando avanti – dice ancora Tistarelli – i lavori di ristrutturazione ed ampliamento della centrale per i quali la società ha già ricevuto un finanziamento a fondo perduto. L'investimento prevede la realizzazione di una nuova volumetria ove alloggiare la produzione di prodotti liquidi a base di latte. Gli investimenti che si stanno realizzando sono per allargare ad altre produzioni interne la riconoscibilità ed il legame con il territorio che, ad oggi, può essere speso e dichiarato unicamente per il latte fresco. Del resto il vantaggio commerciale dell'azienda è costituito dalla spiccatissima riconoscibilità territoriale del marchio. Riportare all’interno la produzione dello yogurt “da bere” e la realizzazione di altri prodotti a base di latte di cui oggi fa richiesta il mercato utilizzando materie prime di provenienza locale sarà un punto di forza rispetto ai concorrenti del settore». La cooperativa nel corso del 2012 ha deliberato di allargare la base sociale con altri due soci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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